Turreno e Mercato, la presidente Marini: “La Regione non è un bancomat”

PERUGIA – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato, con 15 voti favorevoli e 2 astenuti (M5s) la delibera di giunta con cui si recepisce la donazione, da parte della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, del Teatro Turreno alla Regione Umbria e al Comune di Perugia, rispettivamente per un terzo e due terzi della proprietà dell’immobile. L’atto comprende anche la disciplina dei rapporti con il Comune, cui la Regione dona il suo terzo e mette a disposizione risorse per circa 3 milioni di euro, riservandosi l’uso gratuito dell’utilizzo dell’immobile per eventi o convegni di interesse regionale almeno per due giornate l’anno, più altre quattro giornate di possibile utilizzo a tariffa agevolata. Proprio queste condizioni hanno motivato l’astensione dei consiglieri del M5s, che ritengono l’accordo non soddisfacente per la Regione e troppo sbilanciato in favore del Comune di Perugia.

“Innanzitutto si ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che fa acquisire al patrimonio pubblico un’opera che sarebbe stata in mano a privati e che invece viene donata alla comunità – ha detto la presidente della Regione, Catiuscia Marini – poi va detto che per ora, oltre alle risorse della Fondazione ci sono solo le risorse della Regione Umbria per circa 3milioni di euro, che devono essere rendicontate al 31 dicembre prossimo. La funzione della Regione è strategica: ci siamo fatti carico di un tema che è essenzialmente di competenza del Comune ma abbiamo pensato possa svolgere una funzione positiva a carattere regionale, con funzioni di tipo congressuale anche perché non c’è un vero spazio equivalente di proprietà pubblica”.

“Ad oggi – ha detto la presidente Marini – ci aspettiamo dal Comune di Perugia che svolga la funzione strategica, non certo il fatto che abbiamo messo tre milioni e poi si discute per anni della destinazione, cosa non più permessa perché ci vuole una rendicontazione intermedia al 31 dicembre. Qualcuno ha da ridire che le risorse che la Regione stanzia sono soldi ‘dovuti’ alla città di Perugia, ma a questi dico che la Regione non è un bancomat, fa programmazione strategica e sceglie le priorità. Non ci siamo mai posti il tema se l’amministrazione comunale sia di destra o di sinistra, contrariamente a quanto alcuni dicono. Potevamo scegliere due comuni e
concentrare una massa di risorse su zone di alta problematicità, invece c’è da riconoscere il lavoro di programmazione che è stato fatto. Ma i Comuni hanno fin qui rendicontato meno dell’8 per cento delle risorse impiegate. Vanno a velocità molto ridotta, se non ferma. Noi programmiamo,
accompagniamo i comuni, ci sono città dove il nostro impegno è centrale, e siamo trattati con sufficienza, per di più senza vedere seri atti consequenziali”.

“Sono molto preoccupata delle risorse che abbiamo impegnato senza che nulla sia stato ancora certificato – ha concluso Catiuscia Marini – Sono tre anni che discutiamo del Turreno, sul mercato coperto ci sono risorse che rischiamo non siano rendicontate, con la parte edilizia chiusa ma quella strategica non ancora. Ci sono risorse della Regione ma se almeno la metà al 31 dicembre non sarà stata impegnata sapremo di chi sono le responsabilità”.

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