C’è un momento preciso in cui un percorso artigianale diventa progetto culturale. Per Liuva Maqueira Gomez quel momento arriva nel 2026, con la partecipazione a Milano Home, una delle manifestazioni più importanti dedicate all’abitare contemporaneo. Un approdo che non nasce per caso, ma come esito naturale di una ricerca lunga, coerente e profondamente radicata in Umbria.
Arrivata in Italia dall’Avana trent’anni fa, Liuva porta con sé una formazione solida e tutt’altro che scontata: pittura, litografia tradizionale su pietra, sperimentazione a olio in Colombia. La ceramica arriva dopo, quasi per necessità e per intuizione, quando entra per la prima volta in una bottega di Deruta. Da quel momento l’argilla diventa il suo linguaggio principale.



Nel suo laboratorio LJUDESIGN, la materia non è mai trattata come semplice supporto. È dialogo, resistenza, sorpresa. Liuva lavora spesso con la tecnica del colombino, lenta e fisica, che le permette di “costruire” la forma come un organismo vivo. Nulla è decorazione applicata: ogni superficie nasce insieme al volume, ogni segno appartiene alla struttura.
Le sue opere oscillano tra due poli solo apparentemente opposti. Da un lato vasi organici, “fioriti”, in cui la ceramica sembra imitare la crescita naturale; dall’altro forme più geometriche, essenziali, che dialogano apertamente con il design contemporaneo. Il colore, retaggio della sua prima vita da pittrice, è trattato come materia autonoma: smalti, ossidi, monocromie pure o superfici metalliche che cambiano con la luce.
Negli anni il lavoro di Liuva è uscito dal laboratorio per confrontarsi con il pubblico attraverso numerose mostre collettive in Umbria, da Spoleto a Gubbio, fino a Leonessa. Esperienze che hanno consolidato un linguaggio riconoscibile, capace di parlare sia agli addetti ai lavori sia a chi vive gli oggetti nella quotidianità.
La presenza a Milano Home 2026 segna oggi un passaggio di scala importante. Non una semplice vetrina, ma il riconoscimento di un percorso che tiene insieme arte, artigianato e progetto. Un segnale forte anche per il territorio: l’Umbria continua a produrre eccellenze capaci di muoversi su palcoscenici nazionali senza perdere identità, lentezza e profondità.


