Sulla qualità della vita Perugia “recupera” e sorride, Terni arranca. Secondo l’annuale classifica del Sole 24 Ore il capoluogo umbro guadagna 13 posizioni rispetto all’anno scorso e si assesta al 44esimo posto, Terni – al contrario – scivola di 3 posizioni attestandosi al 68esimo. Nella classifica del quotidiano economico prima tra i 110 capoluoghi di provincia italiani è Aosta, seguita da Milano e Trento. Ultima Vibo Valentia, preceduta da Reggio Calabria e Caserta.
La categoria dove Perugia va meglio è Demografia, famiglia e integrazione dove si colloca al 22esimo posto mentre scende al 24esimo nel capitolo “Ambiente, servizi e welfare”. Brutta performance invece nella categoria Giustizia, sicurezza e reati, dove perde 19 posti e scivola in 82esima posizione. Un dato condizionato dalle cause pendenti dove è 93esima, dalle cause definite contro quelle iscritte (80esimo posto) e dagli scippi e borseggi (84esimo posto).
Passando a Terni, il risultato migliore lo ottiene la categoria “Giustizia, sicurezza e reati” dove la città si colloca al 40esimo posto, con ottimi indici negli indicatori su rapine, furti d’auto e truffe. Bene anche l’indicatore sulla presenza di startup innovative (23esimo posto in Italia) ma perde posizioni e precipita al 79esimo posto nella categoria “Reddito, risparmi e consumi” (-19 posizioni rispetto al 2015). In particolare, la città è 96esima per patrimonio immobiliare pro capite e 72esima per depositi bancari pro capite. Tra gli indicatori pessimi anche quello sulla disoccupazione giovanile al 53,1% che la colloca all’88esimo posto in Italia.


