TERNI – Umbria Jazz torna a Terni dopo oltre dieci anni con un festival di quattro giorni nella settimana di Pasqua. Umbria Jazz Spring, dal 14 al 17 aprile, si propone l’obiettivo di coniugare spiritualità e musica con jazz, italiano e americano, gospel, soul, canzone d’autore. Tra gli artisti Paolo Fresu, London Community Gospel Choir, Incognito, Gino Paoli e Danilo Rea, i Funk off.
Il direttore artistico di Umbria Jazz, Carlo Pagnotta però non nasconde qualche perplessità “Sono molto contento di essere a Terni, ma fuori dalle polemiche, devo dire – ha dichiarato Carlo Pagnotta nella conferenza stampa di presentazione presso la Fondazione Carit – che io avrei fatto questo UJ Spring nel 2018, perché non mi piace fare le cose in fretta. Sono convinto che questa città meriti molto di più di questo programma. Ne riparleremo nel 2018, per l’edizione numero uno”. Una dichiarazione in linea con quella rilasciata qualche giorno fa a Umbria in diretta dal regista Folco Napolini.
“A differenza di Perugia, però va detto – ha proseguito Pagnotta – che il centro storico di Terni mi sembra che funzioni meglio. Noi vinciamo il derby, ma voi vincete per quello che succede nella vita cittadina”.
Pagnotta ha ricordato inoltre che “Negli anni ’90 c’erano tre festival in Umbria, ora torniamo a farli. Al di là della questione culturale c’è anche quella turistica, Orvieto e Perugia insegnano, deve succedere anche qui a Terni”.
“Noi abbiamo lavorato da sempre per questo evento – ha detto il sindaco Leopoldo Di Girolamo – che era anche nel mio primo programma elettorale, per riportare UJ a Terni dove in qualche modo era nata, anche grazie all’impegno di Alberto Provantini. Da soli non ce l’avremmo mai fatta, ma ci siamo riusciti anche grazie ad una sinergia positiva con la Fondazione UJ, la Regione Umbria, la diocesi di Terni che ci offre gli spazi, la Erg, Umbria Experience per la parte dell’attività turistica. Tutto ciò dimostra che il lavoro di squadra funziona per il bene di tutti”.
Il vicepresidente della Fondazione Carit, Ulderico Dragoni ha sottolineato il livello dell’evento che coniuga arte, cultura e sviluppo. “La Fondazione Carit – ha detto – c’è e ci sarà sempre per eventi di questo livello”.
“Ricordo sempre che UJ nacque nel 1973 a Villalago e grazie ad Alberto Provantini – ha detto il vicepresidente della Regione, Fabio Papparelli – Ci aspettiamo che questo numero zero di UJ Spring, grazie al lavoro di squadra di vari soggetti, sia il segno di una ripartenza e di un nuovo inizio per la comunità regionale e ternana dove speriamo di portare anche un po’ di stile”.
“Nelle mie varie deleghe – ha aggiunto l’assessore Fernanda Cecchini – almeno essere a Terni per UJ mi compensa dei dolori delle vicende ambientali ternane di cui mi occupo per le altre mie deleghe. Ma l’uomo non è fatto solo di bisogni, ma anche di sogni, per cui questa manifestazione contribuisce ad elevare tutti noi è la nostra regione che ha una grande ricchezza naturalistica, artistica e culturale. Il ciclone Paparelli ha insistito per UJ Spring così tanto che alla fine io e Pagnotta ci siamo arresi”.
“All’inizio – ha detto il vescovo, padre Giuseppe Piemontese – ero perplesso perché la manifestazione cadeva esattamente nei giorni della Santa Pasqua, poi ho ragionato insieme ad altro e abbiamo capito che c’era la possibilità di coniugare la spiritualità con la bellezza culturale e della musica alta. E dunque ecco la rappresentazione del Laudario di Cortona con la tromba di Fresu. Una riflessione il venerdì santo sulla passione e morte del Signore. Stesso discorso per il giorno della resurrezione con il gospel. Un messaggio di speranza, dunque, anche grazie ad UJ Spring”.
Giuseppe Cosentino della Erg ha detto che: “la collaborazione con le istituzioni è un nostro filo conduttore, privilegiando dunque quelle iniziative che possono favorire la crescita della comunità. Siamo contenti di essere stati attori di questa operazione, con turismo di qualità e di cultura”.


