TeatroVideo news

Gran Galà di S. Valentino, Napolini presenta “Pietas” e parla di eventi valentiniani e Uj

TERNI – E’ ispirato da Leopardi e dal rapporto tra uomo e natura, con un riferimento inevitabile al terremoto, il Gran Galà di San Valentino giunto quest’anno alla 23esima edizione. L’iniziativa inserita nel cartellone degli Eventi Valentiniani, andrà in scena sabato 18 febbraio alle 21,15 al teatro Secci ad ingresso libero. In scena per la prima volta sarà portato il progetto “Pietas” con la regia di Chiara e Folco Napolini e la sceneggiatura di Paolo Cicchini. E’ la storia di un viaggiatore nella caverna del tempo, che attraverso la musica, la danza, il teatro, racconta il rapporto tra natura ed essere umano. Un’unione che spesso è in contrasto per il libero arbitrio di ognuna delle entità. La rappresentazione si conclude con un messaggio di speranza: l’amore che implora la natura verso l’uomo.
Grandi i nomi in scena come gli attori Edoardo Siravo, Maria Rosaria Omaggio, Katia Nanì, per la danza Donatello Jacobellis, il ballerino italiano dei Momix e la sua compagnia, per la musica Francesco Morettini e la sua band, voce Maria Luna Cipolla.
Il premio “San Valentino un gesto d’amore” inserito nel Gran Galà di San Valentino quest’anno assegnato a Fabrizio Curcio, capo del dipartimento di Protezione civile, e al priore della Basilica di San Benedetto di Norcia non sarà consegnato nella serata di sabato. Gli organizzatori hanno, infatti, l’idea di portare il premio a Norcia insieme allo spettacolo Pietas (la rappresentazione teatrale sullo sfondo di un video che ripropone le bellezze naturalistiche che uniscono la città di San Valentino con quella di San Benedetto) come ha raccontato Folco Napolini a Umbria in diretta. Pietas sarà rappresentata anche a Recanati, patria di Leopardi che ha ispirato la sceneggiatura. L’incontro con Napolini è stata l’occasione per parlare del futuro degli Eventi Valentiniani. “Non c’è chiarezza sul progetto – dice Napolini – a mio giudizio occorre creare un brand che viva tutto l’anno. Credo che qualcosa si stia facendo ma c’è bisogno di più attenzione e conoscenza. Ma questo non dipende da noi”.
E parlando di eventi il discorso è caduto su Umbria Jazz che in queste ore ha ufficializzato con il programma il suo ritorno a Terni.
“E’ una notizia positiva – dice Napolini – ma credo che abbia più il sapore dello spot che di un segnale vero e concreto. Io avrei aspettato un po’. Lo avrei fatto nel 2018 contando su nomi di livello. I nomi che ci sono sono buoni ma sono più di etichetta che di cartellone vero e proprio di Umbria jazz”.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button