L’inceneritore Terni Biomassa ha ottenuto l’autorizzazione integrata ambientale dalla Regione. La determina dirigenziale datata mercoledì scorso 22 marzo mette fine a un iter avviato a settembre 2014 dalla Tozzi Holding che poco prima aveva acquisito l’impianto da Printer.
L’autorizzazione L’autorizzazione ha validità dieci anni ma potrà subire revisioni anche a seguito dell’eventuale studio epidemiologico da parte del distretto sanitario.
Nell’atto si legge infatti che “Il presente provvedimento potrà essere oggetto di riesame, ai sensi e nei modi stabiliti dalle leggi vigenti in materia ma anche all’esito delle risultanze degli studi epidemiologici condotti o coordinati dalla Usl Umbria 2, previa richiesta del sindaco del Comune di Terni, in qualsiasi momento dall’adozione del presente atto. L’esercizio dell’impianto resta comunque subordinato agli autonomi ed esclusivi poteri di massima autorità sanitaria conferiti al sindaco di Terni, ove da questi ritenuto necessario a salvaguardia della salute pubblica, in qualsiasi momento dall’adozione del presente atto”.
Prescrizioni Nell’atto autorizzativo la Regione detta della prescrizioni aggiuntive quelle già contenute nel Rapporto Istruttorio Ambientale. Tra queste si legge che “nelle fasi di adeguamento dell’impianto all’Aia non si devono provocare fenomeni di inquinamento tali da peggiorare l’attuale situazione ambientale; devono essere gestite in maniera opportuna, minimizzando l’impatto ambientale, le fasi di avvio e di arresto dell’impianto, le emissioni fuggitive, i malfunzionamenti e l’arresto definitivo dell’impianto; entro sei mesi dall’emissione dell’atto autorizzativo, il Gestore dovrà predisporre una relazione contenente la descrizione delle fasi critiche di gestione (avvio e arresto dell’impianto, emissioni fuggitive in relazione ai malfunzionamenti, arresto definitivo dell’impianto ecc,) e dovrà indicare le modalità di gestione previste. La relazione dovrà essere inviata all’Arpa Umbria e alla Regione Umbria”.
Il ricorso al Tar L’Amministrazione comunale, pur nel rispetto del potere autorizzativo della Regione, sta valutando la consistenza delle condizioni per un eventuale ricorso al giudice amministrativo. L’esame della documentazione – si legge in una nota di Palazzo Spada – è già al vaglio degli uffici legali del Comune. Resta comunque invariata la volontà di attivare tutti gli strumenti messi a disposizione dalla normativa di riferimento per far valere ragioni a salvaguardia della salute pubblica e del rispetto del territorio e per far attivare tutti i controlli necessari e la predisposizione di opere che consentano in qualunque momento analisi e campionamenti vari.
Comitato No inceneritori Immediata la reazione del Comitato No Inceneritori- “Come prevedibile Ternibiomassa è stato autorizzato definitivamente – scrive il Comitato no inc – La Regione Umbria, trincerata dietro i tecnicismi normativi non ha avuto il coraggio di fermare l’ennesimo impianto inquinante nella Conca malgrado anni e anni di mobilitazioni e iniziative cittadine; malgrado le evidenze dello Studio Sentieri, malgrado la consapevolezza generale di uno stato ambientale assolutamente compromesso. Il Comune di Terni, nelle vesti del suo Sindaco/Medico, ha sostanzialmente dato vita ad una messa in scena annunciando lo scorso anno il proprio parere negativo, facendo presagire la reale possibilità anche giuridica di arrivare al diniego dell’autorizzazione. E invece si è scoperto che il Sindaco/medico non ha prodotto alcun parere tecnico, la stessa Regione lo ha smentito. Per no parlare della Asl, costretta dalla mobilitazione popolare a presentarsi per la prima volta in venti anni ad una conferenza dei servizi con un proprio documento; che nella fattispecie non ha influito minimamente nel procedimento”.
Manifestazione e ricorso al Tar “Sabato sarà la manifestazione dell’indignazione ma anche la dimostrazione che non ci fermeremo – continua il Comitato no inceneritori – Lanceremo la raccolta fondi per il ricorso al Tar cui inziamo a lavorare con i nostri legali già da oggi. Che dire? Per Regione, Comune, Asl e Arpa a Terni è possibile tutto. E’ possibile concentrare decine di camini industriali, due inceneritori inutili e chissà cos’altro ancora. Del resto il segnale che viene lanciato è semplice: avanti inquinatori, c’è posto per tutti. E’ possibile che un inceneritore, Terni biomassa, venga autorizzato malgrado otto persone della società siano indagati per reati commessi nell’esercizio dell’impianto, malgrado il conflitto di interesse tra personale Arpa e consulenti dell’impresa. Lo sgomento è molto, ma proprio per questo dobbiamo trasformare rabbia e frustrazione in nuove iniziative. Sabato 25 sarà un nuovo inizio della battaglia No Inc”.


