Predissesto, tegola dal Viminale: “Piano non del tutto conforme”. Opposizioni e mondo civico scatenati

TERNI – “Il piano del Comune di Terni non appare del tutto conforme ai contenuti richiesti dalle disposizioni normative di riferimento e alle indicazioni contenute nella linee guida elaborate dalla Corte dei Conti”.

Ha un effetto dirompente il parere ufficiale della commissione del ministero dell’Interno, deputata a valutare la congruità del piano di riequilibrio pluriennale – il cosiddetto predissesto – pervenuto in questi giorni a Palazzo Spada. Già perché mentre ci si attendeva di conoscere le probabili prescrizioni del Viminale al piano presentato dal Comune, in realtà la commissione, presieduta dal sottosegretario Gianpiero Bocci, definisce il piano come “non del tutto conforme” e rimanda la valutazione della Corte dei conti.

Dopo aver mosso delle osservazioni critiche sulla coperture e sulla inammissibilità dei debiti fuori bilancio, nelle conclusioni scrive che “dagli atti esaminati, emerge che il procedimento di realizzazione delle misure di risanamento si presenta ancora nelle fasi iniziali del cronoprogramma di realizzo”.

“Sulle criticità riscontrate – continua la commissione – si è già espressi nel corpo della Relazione con particolare riferimento alla non raggiunta certezza sulla quantificazione della massa passiva condizionata dalla valutazione sulle passività potenziali. In ordine alle misure di risanamento benché l’Ente sia dotato di un patrimonio immobiliare di rilievo e di una importante società di gestione delle farmacie comunali, tale patrimonio non sembra dare adeguate garanzie sul dimensionamento delle entrate da dismissione e sul cronoprogramma di realizzo”.

La “palla” quindi passa alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti competente – come rimarca la stessa commissione ministeriale – “sulla corrispondenza, conformità e proporzione delle misure di risanamento individuate dall’Ente nel piano rispetto all’obiettivo del riequilibrio economico finanziario”.

Immediate le reazioni delle opposizioni e del mondo civico.
Thomas De Luca del Movimento 5 Stelle dice che “la Giunta ha nuovamente mentito alla città, per questo crediamo che la fine della consiliatura sia ormai improcrastinabile. Il Sindaco Di Girolamo deve immediatamente rimettere il proprio mandato avendo ormai rotto oltre ogni evidenza il rapporto di fiducia con i cittadini”.

De Luca ricorda che “il 20 giugno l’assessore al bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi affermava che “Le prime comunicazioni che arrivano dal Ministero, dalla Commissione deputata ci dicono che il Piano di riequilibrio finanziario del Comune di Terni è fattibile. Si tratta di un parere autorevole, che conferma che il percorso tracciato è quello giusto”, oggi si palesa una verità che è l’esatto opposto di quanto comunicato all’opinione pubblica”.

Il consigliere pentastellato sostiene che “andare avanti fino alla pronuncia della Corte dei Conti dopo l’inequivocabile parere da parte del Ministero vuol dire continuare il gioco sporco sulle spalle dei cittadini, per cercare di aggrapparsi ad ogni ultimo disperato tentativo di rimanere incollati alla poltrona”.

Per Giovanni Ceccotti di Progetto Terni: “dopo aver comunicato alla città ed al consiglio comunale la falsa notizia dell’accoglimento dell’irrealizzabile Piano di riequilibrio da parte del Ministero degli Interni, riteniamo che l’unica soluzione possibile per sistemare le cose, vista la risposta comunicata ufficialmente oggi dalla commissione ministeriale, che dice chiaramente che il Piano presentato non è realizzabile, siano le immediate dimissioni del sindaco Di Girolamo, non essendoci più gli estremi per gestire i debiti dentro e fuori il bilancio del Comune di Terni”.

“Lo invitiamo a farlo – continua Ceccotti – nel più breve tempo possibile, per dare finalmente alla città la consapevolezza della reale situazione. Dimostrare adesso quel senso etico proprio di chi consapevolmente riconosce i propri errori. Non ci sono più alibi; è necessario il ricorso a qualcuno che, in modo indipendente e competente, sia in grado di mettere in sicurezza i conti del Comune, garantendone il normale, corretto e legale funzionamento fino alle prossime elezioni. Giriamo pagina, giriamo questa bruttissima pagina della Città di Terni”.

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