Predissesto, l’assessore: “Criticità insite nel piano”. De Luca (M5S): “Debiti fuori bilancio da approvare entro il 31 luglio”

TERNI – L’assessore al bilancio, Piacenti d’Ubaldi interviene sulla relazione del Viminale sul piano di predissesto presentato dal Comune.

“In un’ottica di massima trasparenza e soprattutto in una logica di acquisire pareri e suggerimenti al fine di condurre in porto la manovra finanziaria, è stato il Comune di Terni, con una richiesta di accesso agli atti – dice Vittorio Piacenti D’Ubaldi – a richiedere copia della relazione finale redatta dall’ufficio Consulenza e Studi Finanza Locale del ministero dell’Interno, richiesta, e pervenuta, tramite il monitorato protocollo dell’Ente”.

“Anche dalla lettura analitica delle osservazioni – aggiunge l’assessore al bilancio – emerge in maniera incontrovertibile che Comune di Terni è nelle condizioni di proseguire nella direzione di risanamento intrapreso. Il documento ministeriale dà atto dei traguardi già raggiunti e dei comportamenti virtuosi tenuti anche in questo quadro finanziario difficoltoso che ha radici profonde”.

“E’ rilevante – prosegue D’Ubaldi – che il Comune abbia rispettato il patto di stabilità e gli obiettivi di finanza pubblica; che il saldo di parte corrente e quello di parte capitale sono positivi; così come è positivo il risultato della gestione di competenza; le spese per il personale e quelli correnti sono in costante diminuzioni; il rapporto contabile e finanziario con le partecipate – drasticamente diminuite – è intavolato in maniera salda sul riconoscimento delle partite di uscita e di entrata”.

“Le osservazioni del Ministero sono in già parte note, connaturate alla manovra stessa che – per una scelta politica di non fare ricorso al fondo di rotazione con tutte le conseguenze fiscali e di restrizioni di spesa – è basata su un articolato piano di alienazioni di un patrimonio di rilievo e sulla alienazione di una importante società di gestione delle farmacie comunali, per usare le stesse definizioni ministeriali”, afferma ancora Piacenti d’Ubaldi.

“Quelle del ministero sono osservazioni logiche, connaturate alla incertezza dovuta a qualunque processo di alienazione – dice l’assessore – L’Amministrazione Comunale ribadisce la ferma volontà di proseguire con il cronoprogramma degli atti per il bando della alienazione del 70% di farmacie Terni così come per tutti gli atti di alienazione di patrimonio immobiliare sia con soggetti pubblici che privati. L’Amministrazione Comunale sottolinea che le osservazioni del Ministero ripropongono dunque alcuni temi che meritano massima attenzione. E così sarà”.

“La sostanza, al netto delle strumentalizzazioni politiche – conclude Piacenti – è che la manovra ha prospettiva, chiederne ancora una volta l’accantonamento, insistere nella pretesa di dimissione degli organi politici – gli unici che possono tentare di utilizzare percorsi diversi dal fondo di rotazione e dalle sue stringenti condizioni – continua ad essere un atto di irresponsabilità nei confronti dell’Ente, della città e dei suoi cittadini”.

Intanto il consigliere del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, ricorda che “i consiglieri comunali di Terni hanno l’obbligo di esprimersi sulle circa 40 delibere di riconoscimento dei debiti fuori bilancio inseriti nel piano di predissesto”.

“Il termine previsto dalla legge – continua De Luca – è il 31 luglio, in caso contrario tale inadempienza sarà a tutti gli effetti equiparabile alla mancata approvazione del bilancio, la cui conseguenza naturale è il commissariamento. Lo stesso Ministero ha rilevato come la condizione apposta dall’amministrazione, ovvero la volontà di effettuare il riconoscimento dopo l’eventuale approvazione del predissesto, sia contrastante con l’obbligo derivante dal combinato disposto dagli artt.193-194 del tuel”.

“L’atteggiamento irresponsabile da parte della giunta – prosegue De Luca – sta mettendo in primo luogo in discussione l’approvazione del piano di predissesto, minandone la sua credibilità, nonché, cosa ben più grave, sta causando in modo inequivocabile un aggravamento della deficitarietà strutturale dell’ente, a partire ad esempio dagli interessi per ritardato pagamento su diverse partite contabili, punto su cui intendiamo prossimamente fare piena chiarezza. La Corte dei Conti della Basilicata con la delibera n°114/2014 chiarisce infatti che anche nel caso in cui l’amministrazione abbia fatto ricorso al piano di predissesto, essa non ha la facoltà bensì l’obbligo di procedere tempestivamente al riconoscimento dei debiti fuori bilancio al fine di includerli nel proprio sistema di bilancio osservando le prescrizioni e i termini delle normative giuscontabili. La Corte evidenzia inoltre come tali inadempienze alterano l’attendibilità stessa del piano condizionando la sussistenza dei presupposti per la sua approvazione da parte degli organi competenti”.

“Risulta ormai chiaro – conclude la nota di De Luca – come sia la paura di addentrarsi nello stretto passaggio delle “Termopili consiliari”, che metterebbe in discussione nel merito la riconoscibilità dei debiti e conseguentemente l’operato dell’amministrazione, a guidare le azioni della maggioranza. Si preferisce l’attesa di un pronunciamento sul predissesto interpretato erroneamente come un nulla osta tout court per mettersi al riparo da qualsiasi conseguenza in merito alla responsabilità del singolo amministratore.La coperta è corta e coprendosi i piedi si rischia inevitabilmente di lasciar scoperta la testa”.

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