Palazzo Spada: l’inchiesta ora è sulle consulenze. Le mail incastrano Camporesi

TERNI – “Illecita gestione della cosa pubblica, negli anni a cavallo tra il 2012 ed il primo semestre del 2017, che, in luogo di operare nel rispetto delle regole comunitarie e nazionali della libera concorrenza finalizzata alla scelta del miglior contraente, è stata improntata : finalizzato a favorire il medesimo soggetto privato, in taluni casi quale libero professionista, c.d. esperto indipendente, in altri quale socio di una società privata di consulenza (la M.G. Consulting s.r.l.), nel tentativo di eluderne i contenuti e procedere illegittimamente ad affidamenti di incarichi in via diretta, senza la predisposizione di una gara o di una procedura comparativa delle offerte”.

E’ il quadro accusatorio che ha portata la Procura di Terni a chiedere l’arresto per l’assessore al Bilancio, Vittorio Piacenti d’Ubaldi, per l’ex amministratore unico di Terni Reti, Vincenzo Montalbano e il commercialista-consulente del Comune di Terni, Roberto Camporesi.

Proprio quest’ultimo sembra essere, nel quadro accusatorio della Procura, il dominus esterno della direzione amministrativa addetta alla gestione delle società partecipate pubbliche del Comune di Terni.

L’interesse investigativo in particolare si è concentrato oltre che sul Comune di Terni anche sull’Azienda Speciale Farmacie Municipali poi diventata Farmacie Terni srl, e sulla Terni Reti srl.

A “incastrare” Camporesi (le indagini sono condotte dal Nucleo polizia tributaria della Guardia di Finanza e dalla squadra Mobile della questura di Terni) sono state le mail e i documenti sequestrati presso il Comune di Terni e lo studio riminese del commercialista da cui, secondo la Procura, “è emersa una fitta corrispondenza intercorso tra il commercialista e alcuni esponenti dell’amministrazione comunale, tesa all’ottenimento di diversi incarichi di collaborazione esterna da parte del Comune, dell’Azienda Speciale farmacie municipali, e della società in house Terni Reti srl ; tutto ciò grazie a favoritismi personali e ad espedienti fraudolenti reiterati e adattati a seconda delle occasioni di guadagno”.

Non solo. Secondo quanto spiegato dal procuratore capo, Alberto Liguori, nel corso di una conferenza stampa, Camporesi “ha interagito con professionalità tecniche e politiche del Comune di Terni, ha preparato tutti gli atti comunali, tutte le determine, tutte le delibere di giunta, il contratto di servizio, il contratto di appalto, lo statuto, l’atto costitutivo, tutto confezionato nella città di Rimini che poi, mani sapienti di alcuni dirigenti comunali, hanno veicolato nelle delibere comunali”.

Per la Procura il commercialista otteneva incarichi senza alcuna gara e alle condizioni economiche da lui stabilite. Camporesi, inoltre, avrebbe suggerito “escamotage e i mezzi fraudoleti per evitare la gara e procedere all’assegna diretta in suo favore di soggetti diversi, la ripartizione degli onere di spesa tra Comune e società controllate”.

Una prima serie di condotte criminose hanno riguardato incarichi di collaborazione esterna affidati a Camporesi dal Comune di Terni per la privatizzazione dell’Azienda speciale Farmacie Municipali, poi FarmaciaTerni s.r.l.. Trattasi di attività intrapresa dall’amministrazione comunale al fine di procedere alla successiva vendita delle quote societarie e di ripianare, in questo modo, una quota rilevante dei debiti del bilancio, evitando il paventato dissesto del Comune ternano.

La Procura parla anche di una “seconda serie di condotte, del tutto analoghe alle prime nel contenuto delittuoso”, che “coinvolgono invece la FarmaciaTerni s.r.l. e la TerniReti s.r.l., entrambe società in house a totale partecipazione pubblica e, dunque, enti pubblici a tutti gli effetti. In questo diverso panorama, pur cambiando lo scenario, permangono gli stessi “attori”: anche in tale contesto, infatti, è sempre il commercialista Camporesi, grazie all’opera di “intermediazione illecita” dell’assessore comunale Piacenti D’Ubaldi, ad ottenere una serie di incarichi senza gara dai vertici delle società partecipate”.

La Procura definisce preoccupante “il panorama delittuoso che emerge”: “dal 2012 al 2017, alcune liquidazioni ad oggi non si sono ancora perfezionate, il commercialista Camporesi ha illecitamente ottenuto incarichi dall’amministrazione comunale, senza gara alcuna, approfittando delle “amicizie” coltivate negli ambienti del Comune e mettendo a frutto i crediti maturati presso esponenti politici compiacenti”.

L’inchiesta ha riguardato sei episodi, accertati in un arco di tempo compreso tra il 2012 e il 2017, con un impegno di spesa stimato oltre 150mila euro.

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