Ospedale di Terni, Dal Maso fa il punto su posti letto, personale e riorganizzazione

TERNI – “Al di là delle situazioni contingenti – ha detto durante la conferenza stampa del 16 febbraio – l’ospedale ha dei problemi cronici, li conosciamo fin dall’inizio del nostro mandato, quasi un anno fa, e per questo abbiamo dato immediato avvio ad una ri-organizzazione, che sta procedendo unitamente alla ridefinizione logistica e poi organizzativa delle Unità operative”. Il direttore generale dell’ospedale Maurizio Dal Maso oggi ha convocato una conferenza stampa per rispondere rispetto alle problematicità evidenziate nei giorni scorsi dai sindacati del personale sanitario, in stato d’agitazione, e a quelli della dirigenza medica. Ha elencato quindi le criticità del nosocomio ternano dando conto delle misure programmate e di quelle già adottate in urgenza e in prospettiva.
Misure che si muovono lungo due direttrici: l’uso ottimale delle risorse a disposizione e la necessità di porre paziente al centro del sistema.
Per quanto riguarda i posti letto (complessivamente l’ospedale ne ha 520) tra gennaio e metà febbraio l’afflusso del pazienti al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria di Terni è cresciuto di circa il 30% rispetto allo stesso periodo del 2016: una situazione contingente che, unita ai problemi cronici della struttura, ha costretto i vertici aziendali ad attuare una riorganizzazione.
“Considerato che 70 pazienti su 100 non dovrebbero accedere al Pronto Soccorso – ha detto Dal Maso – ma vi accedono perché non trovano altre risposte sul territorio, abbiamo potenziato l’area medica riconvertendo posti letto sotto utilizzati nell’area chirurgica, dove la quantità di interventi, con una programmazione appropriata da parte dei primari, richiede meno posti letto di quelli attuali. Ciò ha consentito di eliminare appoggi da altri reparti su letti chirurgici, garantendo la normale attività chirurgica programmata. E per agevolare il turnover dei ricoveri e ridurre la degenza di tutta l’area medica, abbiamo anche attivato la Discharge Room e chiesto di garantire le dimissioni dei pazienti anche il sabato e la domenica”.
Il direttore Dal Maso ha detto inoltre che l’azienda ospedaliera è impegnata in una riorganizzazione logistica e
dei modelli assistenziali delle Unità operative, allo studio da parte di 6 diversi gruppi di lavoro formati da professionisti interni. Riorganizzazione che sarà presentata il 7 e 14 marzo in due distinti appuntamenti.
Sul fronte degli organici il direttore generale ha detto che “per quanto riguarda le professioni sanitarie era stato già annunciato l’incremento di 50 unità che dopo il confronto con i sindacati sono salite a 66. Il massimo che possiamo fare. La richiesta di incremento è già stata presentata alla Regione. Le nuove esigenze organizzative e le modifiche allo studio, e che saranno progressivamente attuate, sarebbero state spiegate anche alla componente sindacale medica durante la riunione del 26 gennaio scorso, ma le organizzazioni sindacali l’hanno disdetta e sono stati quindi riconvocati a febbraio”.
Altro problema quello dei posti da primario vacanti. “In tutto sono 10 – ricorda Dal Maso – e consapevoli che solo la figura di un direttore può assicurare ai reparti una gestione clinica e organizzativa efficace, abbiamo già bandito i concorsi per la copertura della direzione di Nefrologia, Ortopedia, Oculistica, Radiologia (i più urgenti con nomina e presa di servizio entro l’estate), dell’Uroginecologia universitaria, Pediatria e Laboratorio analisi”. Poi sarà la volta della Maxillo-facciale, della Farmacia, dell’Endocrinologia”.

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