TERNI – Chiedono alle istituzioni locali – Comune e Regione – di attivarsi per riaprire il tavolo al Mise e chiedono di fare presto. I lavoratori dell’ex Novelli oggi Alimentitaliani hanno manifestato tutta la loro preoccupazione oggi pomeriggio a Palazzo Spada. Prima dell’avvio del consiglio comunale sono stati ricevuti dai capigruppo. Hanno parlato per primi di sindacalisti.
Il segretario della Flai-Cgil Sciaboletta ha ricordato che la “una situazione è in stallo, con una trattativa ad oggi totalmente interrotta”e ha chiesto che si riapra il confronto “anche perché – ha detto – c’è la fondamentale partita degli ammortizzatori sociali”.
Tedeschi della Uil ha sottolineato che “in tanti anni non mi era mai capitata una situazione tale. Noi chiediamo che le istituzioni, a cominciare dalla governatrice Marini, si facciano parte attiva”. Il segretario della Fai Cisl, Dezi ha ribadito l’esigenza di un intervento fattivo e immediato dei vertici istituzionali locali e regionali.
Al termine della riunione, la conferenza dei capigruppo predisposto un atto di indirizzo nel quale si “impegna il sindaco ad attivarsi affinché sia riaperto al Mise con immediatezza il tavolo di confronto con la nuova proprietà”. Ma sull’atto sono state scintille in aula.
Secondo il consigliere di I Love Terni, Enrico Melasecche, nell’atto si fa riferimento “a tutti i percorsi per l’accesso agli ammortizzatori sociali” ma non si parla di rilancio dell’azienda.
Cavicchioli, capogruppo del Pd, è andato su tutte le furie, scatenando la reazione anche di qualche lavoratore, ricordando a Melasecche che la posizione era stata concordata. L’atto di indirizzo, poi, è stato approvato con 26 voti favorevoli e 2 astensioni.
Sulla situazione dei lavoratori ex Novelli si registra anche la posizione del senatore M5S, Stefano Lucidi:
“Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda sul caso della azienda ex Novelli, oggi Alimentitaliani srl, ceduta nel 2016 al gruppo calabrese IGreco dopo una procedura di concordato fallimentare in continuità che non aveva portato neanche lontanamente i risultati sperati”.
“Alimentitaliani – prosegue Lucidi – aveva promesso al tavolo di crisi istituito presso il Mise di mantenere i livelli occupazionali ereditati dalla precedente gestione. Dall’inizio del 2017, tuttavia, i nuovi proprietari hanno manifestato l’intenzione di ridurre l’organico e già l’1 aprile 20 dipendenti dello stabilimento di Latina sono stati effettivamente licenziati. Il piano di sfoltimento dei lavoratori prevede altri 59 licenziamenti tra gli stabilimenti di Roma, Spoleto, Spoleto Montefalco, Terni, Amelia, Terni Torino e Muggiò. È evidente quindi il fallimento del Mise, dato che la sua Unità per la Gestione delle Vertenze delle imprese in crisi (UGV) dovrebbe per statuto salvaguardare e consolidare i livelli occupazionali delle imprese coinvolte”.
“Con la nostra interrogazione chiediamo al Ministro Calenda di far luce sui risultati complessivi dell’Unità di crisi dal momento della sua istituzione e di procedere al più presto ad una nuova regolamentazione di questa struttura – continua il senatore pentastellato – dato che ad oggi non è previsto alcun regime sanzionatorio a carico delle controparti che partecipano ai tavoli di crisi e poi non rispettano gli accordi raggiunti. Senza sanzioni la protezione dei lavoratori garantita dal Mise rimane solo sulla carta, come il caso Ex Novelli dimostra senza ombra di dubbio”.


