Su sei punti monitorati nel lago Trasimeno, tre sono risultati fortemente inquinati. Entro i limiti, invece, tutti e tre i punti campionati sul lago di Piediluco.
È questo, in estrema sintesi, il bilancio del monitoraggio microbiologico realizzato dai tecnici della Goletta dei Laghi nei giorni scorsi, in occasione dell’arrivo in Umbria, sul Trasimeno e a Piediluco. La campagna di Legambiente è realizzata in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont.
Da 14 anni la Goletta dei Laghi rileva le principali fonti di criticità per gli ecosistemi lacustri: gli scarichi non depurati e inquinanti, la cementificazione delle coste, la captazione delle acque, l’incuria e l’emergenza rifiuti, in particolare l’invasione della plastica, che non riguarda soltanto mari e oceani, ma anche fiumi e laghi.
I risultati del monitoraggio sono stati presentati stamane a Passignano sul Trasimeno nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Maurizio Zara, vicepresidente di Legambiente Umbria, e Simone Nuglio, responsabile di Goletta dei Laghi.
Il lavoro dei tecnici si è concentrato principalmente su due fronti di indagine: quello delle microplastiche in acqua e quello dell’inquinamento microbiologico.
I DETTAGLI DELLE ANALISI MICROBIOLOGICHE SUL TRASIMENO E SUL PIEDILUCO
Nelle analisi della Goletta dei Laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione che, attraverso scarichi e corsi d’acqua, arriva nel lago.
In questi giorni sono stati sei i punti campionati sul Lago Trasimeno e tre sul lago di Piediluco. Mentre i risultati su Piediluco hanno evidenziato tutti i valori entro i limiti, secondo i parametri di Goletta dei Laghi, sul Trasimeno sono stati tre i punti considerati come “fortemente inquinati”: a Castiglione del Lago, presso la foce del torrente Paganico, a Passignano sul Trasimeno, nella località Le Pedate, e a Magione, presso la foce del canale nei pressi di Sant’Arcangelo.
Entro i limiti, invece, i punti rilevati a Castiglione del Lago, presso il torrente Anguillara, a Tuoro sul Trasimeno, nella località di Macerone e a San Donato, nel comune di Passignano sul Trasimeno.
Il passaggio della goletta suggella una nuova epoca per le amministrazioni future. Il vicepresidente di Legambiente Umbria, Maurizio Zara, commenta così i risultati monitorati.
“Tre punti su sei sono una macchia non più tollerabile per il territorio. I comuni sul Trasimeno devono fare della qualità delle acque e degli ecosistemi il loro fronte d’impegno principale. Il comprensorio del Trasimeno, ad altissima vocazione turistica” – continua Zara – “non può più permettersi di ignorare i problemi legati alla cattiva depurazione. Oggi, chiediamo agli amministratori, soprattutto ai neoeletti di intervenire prontamente e in maniera definitiva, avviando così una nuova stagione per il lago.”


