Alimentitaliani è ufficialmente fallita. La decisione è stata assunta dal tribunale di Castrovillari che ha rigettato la richiesta di concordato avanzata dalla famiglia Greco, proprietaria dell’azienda. Per i lavoratori della ex Novelli, di proprietà del gruppo calabrese, la situazione diventa molto più incerta.
Politici e sindacati alzano gli scudi. “Solo in Umbria sono centinaia le famiglie che in questo momento vedono mettere in discussione il proprio futuro e pertanto richiamiamo l’attenzione di tutte le istituzioni regionali affinché si trovi finalmente una soluzione alle problematiche di lavoratori dell’ex Gruppo Novelli”. Questo il commento di Stefano Tedeschi, segretario regionale di Uila Uil.
“Le segreterie nazionali – ha proseguito Tedeschi – hanno chiamato il Ministero dello sviluppo economico che già conoscendo la vicenda ha previsto di incontrare la settimana prossima la famiglia Greco e dopo Capodanno di convocare il tavolo con le organizzazioni sindacali”. “Fare supposizione su quello che ora succederà – ha concluso Tedeschi – è prematuro. Comunque nella sentenza è prevista la continuità produttiva almeno per un anno e questo ci dà speranza sul mantenimento dell’occupazione”.
“La decisione del tribunale di Castrovillari di giudicare inammissibile la proposta di concordato presentata da Alimentitaliani, aprendo di fatto la strada al fallimento, rende necessaria un’immediata presa d’atto da parte del governo al fine di scongiurare le complicazioni conseguenti che minerebbero la continuità produttiva ed il mantenimento dei livelli occupazionali dell’azienda ex Novelli”.
E’ quanto dichiarano la Vice Presidente della Camera dei deputati Marina Sereni e il senatore Gianluca Rossi, che in merito alla crisi aziendale del Gruppo Novelli proseguono auspicando: “Ci auguriamo che nelle prossime ore si decida di battere tutte le strade praticabili per scongiurare conclusioni rovinose, altrimenti si provocherebbe un danno senza precedenti per un sito produttivo importante e per centinaia di lavoratori; in particolar modo si valuti la possibilità di applicare la cosiddetta “prodi bis (d.lgs. 270 del 1999)”, ossia l’amministrazione straordinaria per le grandi imprese in stato d’insolvenza, per cercare di salvare un asset produttivo di prim’ordine dell’agroalimentare umbro e italiano ”.
Per il senatore del Movimento 5 Stelle, Stefano Lucidi, fa sapere di aver depositato oggi una “nuova interrogazione aggiornata con i fatti delle ultime ore. Questa volta purtroppo non si tratta di vertenza sindacale o lavorativa qui si parla di fallimento.
È evidente – dice Lucidi – che chi ha partecipato e ha concorso a questi accadimenti, a queste vicende senza evidenziare il minimo dubbio, ma avallando invece scelte disastrose, dovrebbe avere almeno la decenza di fare un silenzioso passo indietro, per rispetto dei lavoratori, delle famiglie e dei cittadini.
Quanto alle istantanee dichiarazioni fatte da Marina Sereni e Gianluca Rossi sulla dichiarazione di fallimento, c’è da dire che tali parole lasciano davvero esterrefatti. Il vostro governo ha vietato l’ingresso dei parlamentari ai tavoli ministeriali; il PD ha avallato la cessione Novelli. Ma dove siete stati per una intera legislatura? Vergogna!”.


