TERNI – Il Consiglio comunale è stato convocato per lunedì 29 e martedì 30 ma, al momento, all’ordine del giorno non c’è il dissesto. Dopo la bocciatura definitiva della Corte dei Conti del ricorso sul piano di riequilibrio finanziario del Comune, si apre tutta una procedura per arrivare alla dichiarazione di dissesto. Nelle prossime ore, infatti, la Corte dei Conti nazionale invierà le motivazioni della sentenza alla Corte dei conti regionale e insieme alla necessità normativa di procedere alla dichiarazione di dissesto del Comune. La corte dei conti regionale in tal senso farà una comunicazione al prefetto di Terni, De Biagi, che a sua volta notificherà al Comune i 20 giorni di tempo entro cui il consiglio comunale dovrà approvare la dichiarazione di dissesto. Tale dichiarazione comporterà l’insediamento di una triade di commissari incaricati di vigilare e di rientrare dal debito comunale mentre sindaco, giunta (dovrebbe esserci comunque un sostanzioso rimpasto) e consiglio comunale rimarrebbero in carica fino alla fine del mandato nel 2019.
Intanto lo scenario che si profila per i cittadini e i dipendenti comunali è di lacrime e sangue. Il dissesto comporterebbe un aumento di tasse e tariffe e possibili tagli su stipendi e personale comunale. La Uil ha già organizzato per il 13 febbraio un’assemblea generale per personale a Palazzo Gazzoli per verificare con Stefano Villamena (docente di diritto amministrativo all’università di Macerata) il segretario della Uil ternana Gino Venturi e il segretario regionale della Uil Fpl, Marco Cotone, le possibili ripercussioni del dissesto sui comunali.
Sul fronte politico, invece, oggi si registrano le dimissioni del consigliere comunale, Andrea Zingarelli del Pd. Al suo posto dovrebbe subentrare il primo dei non eletti, Giorgio Finocchio


