Terni Biomassa, la Cecchini: “Non si può chiudere l’impianto. Studio Usl entro 90 giorni”

La Giunta regionale non può interrompere il procedimento amministrativo di rinnovo dell’autorizzazione a ‘Terni Biomassa’ senza dati sanitari che giustifichino tale decisione. Inoltre il blocco del procedimento non porterebbe alla chiusura del termovalorizzatore: l’impianto
infatti dispone già di una autorizzazione, che scadrà nel 2019, e prevede livelli emissivi più alti e minori controlli rispetto a quella nuova.
Lo hanno detto l’assessore regionale all’ambiente Fernanda Cecchini e i tecnici del Servizio autorizzazioni ambientali ascoltata oggi dalla seconda commissione dopo la “trasferta” ternana della scorsa settimana.
Lo studio A seguito delle sollecitazioni e delle domande dei componenti della Commissione, l’assessore e i tecnici hanno spiegato che la delibera di Giunta recentemente approvata ritiene necessario uno studio approfondito della Usl Umbria 2 sulle correlazioni tra rischio sanitario specifico e fonti prevalenti di emissioni a Terni e nella Conca ternana; chiede la realizzazione, entro 90 giorni, di un primo approfondimento sul rischio sanitario specifico relativo agli impianti di co-incenerimento presenti sul territorio; auspica l’espressione di pareri ‘univoci e concludenti’ da parte della Usl. I tempi previsti sono indicativi, ma necessari a fissare un orizzonte entro cui ottenere i dati, mentre sulla copertura finanziaria è stata assicurata la disponibilità dell’Esecutivo di Palazzo Donini a garantirla.

La Giunta regionale non può interrompere il procedimento amministrativo di rinnovo dell’autorizzazione a ‘Terni Biomassa’ senza dati sanitari che giustifichino tale decisione. Inoltre il blocco del procedimento non porterebbe alla chiusura del termovalorizzatore: l’impianto infatti dispone già di una autorizzazione, che scadrà nel 2019, e prevede
livelli emissivi più alti e minori controlli rispetto a quella nuova. Il Comune di Narni, infine, non è stato coinvolto in quanto non avrebbe inviato osservazioni scritte, unica forma di partecipazione prevista dalle norme per i Comuni limitrofi.

Prima di chiudere la seduta, la Seconda Commissione ha inoltre deciso il rinvio in Giunta della ‘Strategia energetico ambientale 2014/2020” al fine di un suo aggiornamento e attualizzazione, anche rispetto agli emendamenti presentati, in ragione del tempo ormai trascorso dalla sua stesura.

La commissione sarà riconvocata per il 27 marzo per predisporre un testo, auspicabilmente condiviso, da portare in Aula il giorno successivo.

La nota di Nevi (Forza Italia) “Per affrontare i problemi dell’ambiente e
della salute della conca ternana occorre uno sforzo collettivo, come Forza Italia va dicendo da almeno cinque anni, per studiare nel profondo questa delicata situazione”. Dice Nevi che sottolinea come “il presidente Eros Brega si è preso la responsabilità di fare una proposta a partire dalle mozioni presentate dal sottoscritto, dall’intero centrodestra e dal Movimento 5 Stelle, per arrivare auspicabilmente ad una risoluzione unitaria dell’Assemblea legislativa dopo anni di ritardi e continui scaricabarile tra Regione Umbria e Comune di Terni. Ciò è necessario per avere un quadro chiaro e definitivo di quella che è la situazione dell’ambiente, ma soprattutto della salute dei cittadini ternani, evitando il negazionismo e il catastrofismo. Solo con la serietà dell’analisi e delle successive iniziative da mettere in atto – conclude – si acquisirà la credibilità che le istituzioni finora non hanno meritato su questo tema”.

Il M5S vuole vedere le carte “Il M5S vuole vedere le carte – dice il capogruppo Andrea Liberati -cercando di capire se, nella perdurante assenza di Catiuscia Marini, cronicamente afona sull’argomento, almeno l’assessore faccia sul serio oppure se siamo di fronte all’assunzione di impegni pubblici privi di riscontro: sebbene già accaduto in passato, sarebbe ben strano se, pure oggi, con la mobilitazione e la sensibilità ormai largamente acquisite, si accordasse prima l’autorizzazione a incenerire e, soltanto dopo, si attivassero le indagini sanitarie richieste”.
“Va infine precisato – prosegue Liberati – che, mentre l’odierna autorizzazione per ‘Terni Biomasse’ cessa domani, cioè nel 2019, l’eventuale A.I.A. della Regione scadrebbe non prima del 2027-2028 e di 10 anni in 10 anni, con tutte le conseguenze del caso per la Conca dei veleni.Siamo certi che nessuno intenda giungere a tanto: le persone di buona volontà sono ormai un vero e proprio esercito del bene, pronto a recepire solo progetti utili e fecondi per comunità a lungo maltrattate”.

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