ORVIETO – L’ampliamento della discarica di Orvieto e il nuovo impianto di compostaggio della discarica Le Crete è stata al centro di una seduta del consiglio comunale che ha visto la presenza dell’assessore regionale all’ambiente Fernanda Cecchini.
Quanto al progetto di sopraelevazione del secondo calanco della discarica Le Crete, la procedura per l’autorizzazione non è ancora conclusa. La Regione sta lavorando per sbloccare la situazione e trovare una soluzione in grado di contemperare le esigenze di tutti con le necessità dell’intero territorio provinciale (qui attualmente vengono portati i rifiuti della provincia di Terni).
Per quanto riguarda l’impianto di compostaggio la Regione ha dato il nullaosta al nuovo progetto di Sao che autorizza la società a costruire un nuovo fabbricato per la maturazione e lo stoccaggio del compost (un impianto da 2400 metrivquadrati per 9 di altezza, con una capacità superiore a 10 tonnellate al giorno). Davanti alle associazioni ambientaliste che hanno sottolineato le loro perplessità, il sindaco Germani ha spiegato che gli uffici del Comune hanno dato la compatibilità urbanistica per l’impianto che sorgerà su un’area che ha la compatibilità ambientale da circa 20 anni perché si tratta di una zona industriale a tutti gli effetti. La nostra posizione – ha rimarcato però il sindaco – è chiara: siamo contro gli ampliamenti. La Regione ha deciso di non accettare la procedura di Via e su questo entro 60 giorni faremo ricorso”.
L’assessore Cecchini, concludendo gli interventi, ha detto che nessuno in Umbria vuole gli inceneritori e che la Regione spinge sulla differenziata e Css. “A Le Crete – ha spiegato – arrivano solo i rifiuti del ternano. La Regione ha detto no terzo calanco. Riguardo al nuovo impianto, è stato rilasciato parere positivo perché è compatibile con gli strumenti del Comune, ma la Regione non andrà contro la volontà di un territorio.
Sulla questione i consiglieri regionali della Lega Nord, Emanuele Fiorini e Valerio Mancini, dicono che “il territorio di Orvieto ‘ha già dato’ contribuendo negli anni alle esigenze di smaltimento sia a livello regionale che nazionale”. “E’ giusto che la Regione riconosca le proprie colpe e non chieda un ulteriore sforzo ad un territorio già così fortemente penalizzato. – aggiungono Fiorini e Mancini – Le scelte non possono essere guidate, come in passato, dagli interessi economici a scapito delle comunità e dei territori. Il punto – spiegano – non è stabilire se le volumetrie residue si esauriranno nel 2021 o prima, ma stabilire una volta per tutte che la scelta scellerata di prevedere una discarica a tre chilometri, in linea d’aria, da uno dei centri storico-artistici più importanti d’Italia e al centro di un territorio agricolo di pregio (Doc, Docg e Igt) – concludono – non può essere ulteriormente tollerata. Perché errare è umano, ma perseverare è diabolico”.
Sulla questione interviene anche il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Raffaele Nevi, secondo cui “sarebbe bene che la posizione della Regione Umbria fosse finalmente chiara e definitiva e per questo presenterò un’interrogazione urgente”.
“Sembra che in occasione delle sua visita ad Orvieto – spiega Nevi – l’assessore Fernanda Cecchini abbia dichiarato che non si opporrà al parere negativo all’ampliamento del secondo calanco, espresso dal Comune di Orvieto. Ora sarebbe necessario sapere se possiamo quindi definitivamente considerare chiusa la partita con un rigetto dell’autorizzazione chiesta da Acea, oppure si continua a dire una cosa e a farne un’altra”.


