TERNI – Il restauro della Zuccona è dietro l’angolo. Il 7 febbraio infatti scadrà la gara d’appalto pubblicata dalla Fondazione Carit, che si è fatta carico del restauro della Zuccona, della “gemella” e della fontana ottagonale sempre all’interno del parco della Passeggiata, per l’individuazione della ditta esecutrice dell’intervento.
A puntare i riflettori su questa “emergenza” fu l’associazione Terni città futura che attraverso il suo presidente, Michele Rossi, ora ripercorre la storia.
“Era Novembre 2014 quando il Comune di Terni faceva squartare la schiena della “zuccona” all’interno del parco della Passeggiata da una ditta di termoidraulica al fine di ripristinarne la funzione di fontana – ricorda Michele Rossi – Riuscimmo a ricostruire quanto accaduto e scatenammo la giusta indignazione della città, visto il valore storico e simbolico dell’antica statua; chiedemmo fin da subito un intervento di restauro. Alle interrogazioni in consiglio ci raccontarono di un progetto di restauro pronto a partire. Passò un anno e a novembre del 2015 la statua subì un ulteriore atto vandalico, fu deturpata e sfregiata da vernice nera nella notte di Halloween”.
“Richiamammo grande attenzione su quella statua – prosegue il presidente di Terni città futura – sulla sua importanza storica e sul valore affettivo per la comunità. Anche attraverso iniziative eclatanti (impacchettamento), il sistema museale organizzò conferenze e visite guidate. Elaborammo come #ternicittafutura un progetto per il restauro e lo spostamento delle due statue gemelle nel luogo originario della loro collocazione (piazza della Repubblica – fontana maggiore) in una sorta di giardino della memoria che ne ricordasse l’originaria soluzione architettonica, trovando per questo, in un percorso aperto e condiviso, sostegno privato e degli assessori comunali di allora”.
Ma Rossi rileva che nonostante i nuovi articoli di stampa, le nuove interrogazioni e le ennesime rassicurazioni, gli annunci di soldi stanziati (circa 10mila euro) e di imminenti interventi “non vedevamo mai iniziare”.
“A luglio 2016 – prosegue Michele Rossi – scoprivamo che le risorse economiche che si diceva di aver stanziato in realtà non c’erano e che si avviava la fase di cercare, attraverso la procedura della sponsorizzazione, un privato disposto ad accollarsi economicamente l’intervento”.
Si arriva a dicembre 2016 quando durante la conferenza stampa di fine anno dell’attività della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni la stessa annuncia che sarà a suo carico l’intervento di restauro. Restauro che ora sembra davvero dietro l’angolo.


