TERNI – Domenica 13 gennaio alle 17.30, al teatro Secci di Terni, il quinto concerto della stagione, nonché primo del 2019, ha affascinato e inquietato il pubblico ternano con il suono del famoso “Violon noir”, uno Stradivari, la cui storia di gioiello inestimabile si incrocia con quella tenebrosa di un omicidio ammantato di mistero , di cui fu vittima il suo proprietario, pugnalato e ritrovato a due mesi dalla morte, abbracciato al suo violino.
Questo concerto, veramente “zeppo” di tanta musica, ha visto saltare tutti gli stereotipi musicali identificativi dei secoli XVIII e XIX, integrandoli in un programma variegato e originale, che si snodava dal fraseggio arioso e struggente del “Cantabile”, alle scoppiettanti Variazioni sul tema della Marsigliese di G.B. Viotti, dal Vivaldi dei Concerti sacri, ad un Paganini, vero “demonio col violino in mano”. Interessantissimo, a tal proposito, l’uso degli armonici nell’esecuzione su una sola corda delle sue Variazioni sul tema rossiniano “Dal tuo stellato soglio” dal “ Mosè in Egitto”.
E in chiusura “La Campanella”, brano celeberrimo, dal Concerto n°2 di Paganini, accompagnato magistralmente dalla “Camerata Ducale”, in cui il dialogo arguto violino-campanello ha, come dalla prima esecuzione, riscosso il gradimento e l’applauso caloroso del pubblico.
Guido Rimonda, nella duplice veste di solista e direttore della Camerata Ducale, spazia nel suo programma con un virtuosismo funambolico, che supera ogni immaginazione, senza però cedere a uno sterile tecnicismo, ma evidenziando in molti passaggi il colore chiaro, caldo e cristallino del suo strumento.
Degno della migliore tradizione cameristico- salottiera ottocentesca, il programma della sezione Young ha visto esibirsi in modo pregevolissimo due giovani interpreti: il pianista Leone Keith Tuccinardi e il flautista Flavio Serafini, nell’ ”Aria di Lenskij” dall’ ”Onegin” di Cajkovskij e nella “ Fantasia sull’opera “ Der Freischutz” di Weber.
Mirella Mostarda


