TERNI – Le verifiche sulle incompatibilità di alcuni consiglieri fa saltare il Consiglio. La seduta di pomeriggio è stata aperta ed è stata subito sciolta dal presidente Francesco Ferranti.
“E’ in corso – ha spiegato Ferranti – un’istruttoria sulla richiesta di accesso agli atti da parte del consigliere Orsini e sulle verifiche delle incompatibilità di alcuni consiglieri. L’istruttoria aperta dal segretario generale anche con alcune società partecipate del Comune, non è ancora conclusa e per questo si ritiene più congruo sciogliere la seduta dal momento che le posizioni di alcuni consiglieri sono in corso di valutazione”.
“Non condivido le decisioni del presidente Ferranti in merito allo scioglimento della seduta consiliare di oggi e sottolineo di non essere stata avvisata della situazione in alcun modo all’interno dell’ufficio di presidenza – ha detto il vicepresidente del consiglio comunale Patrizia Braghiroli- La notizia dell’istruttoria avviata nei confronti di alcuni consiglieri comunale tra l’altro era già emersa pubblicamente nella giornata di ieri. Si è trattato quindi di un gesto di scarsa sensibilità istituzionale da parte del presidente nei confronti dell’ufficio di presidenza”.
“Considerata la situazione d’istruttoria tutt’ora aperta, legata alla verifica della situazione debitoria di alcuni consiglieri – si legge in una nota del vicepresidente del consiglio comunale Devid Maggiora (Lega) – il presidente del consiglio comunale Ferranti, sentito il parere favorevole del segretario generale Giuseppe Aronica, ha deciso di sciogliere la seduta. Lo ha fatto per tutelare la legittimità e il corretto funzionamento dell’istituzione, preservando così il consiglio comunale stesso dall’approvazione di atti che potrebbero essere poi invalidati”.
I consiglieri della Lega, ma anche quelli di tutti gli altri gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione hanno rinunciato a percepire il gettone di presenza.
Intanto i gruppi dell’opposizione di Palazzo Spada hanno effettuato una formale richiesta ai sensi dell’articolo 39 comma 2 del TUEL (“Il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire il consiglio in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri”) per riunire entro il termine perentorio dei 20 giorni da oggi il consiglio comunale per l’elezione dei presidenti e dei vicepresidenti delle commissioni.
“L’urgenza della convocazione – scrivono in una nota i gruppi delle opposizioni M5S, Pd, SC e TI – è dovuta alle disposizioni regolamentari che impongono al consiglio comunale di rendere funzionali le commissioni entro 15 giorni dalla nomina del presidente del consiglio avvenuta il 19 luglio scorso, così come prescritto dall’articolo 29 comma 2 del regolamento del consiglio comunale. Tutto ciò con l’obiettivo di dare piena funzionalità al consiglio comunale cosicché l’amministrazione nel suo complesso possa iniziare a dare risposte alle esigenze urgenti delle cit


