TERNI – Unione civica per Terni non parteciperà alle prossime elezioni amministrative. In una lunga nota spiega perché non ha suoi candidati in nessuna lista civica.
Di seguito la nota di Unione civica per Terni:
“Già a partire dal 29 settembre 2017, in occasione dell’evento “Oltre l’Umbria, per Terni”, ci eravamo adoperati per quello che per noi rappresentava un fattivo cambiamento, proponendo che tutte le associazioni e i movimenti civici che “si spendono” per la città, si impegnassero per un unico fine, percorrendo, anche in autonomia, la stessa strada: quella per il bene della città.
Nel nostro cammino, abbiamo potuto incontrare numerose associazioni ed organizzazioni politiche, conoscere persone di sicuro valore, confrontarci sui temi per noi da sempre importanti. Avevamo auspicato un vasto schieramento civico trasversale che avesse rotto gli equilibri dettati dalla partitocrazia e che avesse posto al centro del programma un riposizionamento di Terni sul territorio.
La battaglia esiziale per le sorti della nostra città va combattuta per acquisire il ruolo che a Terni compete nello scenario economico, urbanistico, sociale dell’Italia Centrale. I confini regionali non possono e non devono trasformarsi in una stretta mortale che ci toglie spazio vitale.
Quarantacinque anni di Regionalismo a senso unico hanno depauperato il nostro territorio di risorse umane e materiali. Ma soprattutto hanno annichilito e stravolto la nostra identità. Il pensiero che meglio rappresenta il nostro programma per la crescita economica e demografica del territorio è:
“Oltre l’Umbria per Terni! ”
Il Regionalismo su scala nazionale ha fallito. E l’Umbria incarna il peggio del Regionalismo.
Il futuro del nostro Paese si rivolge con sempre maggior vigore alle cosiddette aree vaste, macro provincie generate dal basso attraverso la fusione di territori limitrofi, seguendo le dinamiche che il mercato, le imprese, le connessioni urbane, i collegamenti infrastrutturali, il sentire della gente comune, stanno imponendo come una necessità per fare sistema su scala sovra comunale.
Per uscire dall’orizzonte angusto, in cui la Regione Umbria ci ha costretto, questi sono i 6 punti che intendiamo perseguire, che riteniamo irrinunciabili e che abbiamo sempre messo al centro dei nostri colloqui con le altre forze politiche:
1) promuovere ed incrementare i legami sempre più forti con Rieti, Viterbo, Civitavecchia, Abruzzo, Marche e Roma Capitale. L’Area Vasta CIVITER rappresenta il nostro futuro.
2) capovolgere completamente la filosofia che ha animato le scelte della Regione, ridefinendo la spesa pubblica regionale, creando una regione policentrica, sull’esempio dell’Abruzzo, e redistribuendo la spesa corrente della Regione anche sul territorio ternano. Allargare la Regione Umbria alle province di Rieti e Viterbo. Trasferire a Terni almeno la metà degli uffici e degli assessorati regionali.
3) Contrastare la crisi demografica, causata dalle dissennate politiche regionali che hanno accentrato tutto su Perugia, promuovendo la fusione dei comuni di Terni, Narni, Sangemini, Stroncone e Valnerina Ternana. Obiettivo: il Grande Comune della Conca Ternana, con oltre 150.000 abitanti, che possa beneficiare, come stabilito dalla legge nazionale, per dieci anni, del raddoppio premiale dei finanziamenti statali.
4) Sede legale della USL2 a Terni. Nel caso di ASL regionale unica, sempre nell’ottica del bilanciamento delle risorse, la sede dovrà essere a Terni. Realizzazione senza se e senza ma della città della salute per fare dell’ospedale di Terni il nosocomio più importante della Regione.
5) Approvazione di una legge, che dovrà destinare PER SEMPRE i canoni versati ogni anno dal gestore della centrale idroelettrica di Galleto al Comune di Terni (ora vanno a Perugia). Abolizione della tassa Tevere-Nera.
6) Realizzazione del più importante hub logistico dell’Italia Centrale nella piana fra Orte e San Liberato, attraverso: la fermata del frecciarossa a Orte, la realizzazione del terzo aeroporto di Roma, il completamento del centro intermodale.
Terni deve riappropriarsi del ruolo storico e naturale che le compete da sempre, quale baricentro e punto nodale, per la logistica, l’industria, l’economia, i servizi a cose e persone e i trasporti dell’Italia Centrale a nord della Capitale.
Terni si deve così ricollocare come “capitale” economica, industriale e dei servizi a cose e persone dell’Umbria e dell’Italia Centrale.
Al momento le nostre aspettative sono purtroppo state disattese, perché i movimenti civici si sono dispersi in mille rivoli mentre i partiti tradizionali, con nessuno dei quali UCT ha disdegnato un colloquio, non hanno dato. almeno fino ad ora, il giusto risalto a quei punti che secondo noi rappresentano la questione vitale per la nostra città.
Continueremo a combattere la nostra battaglia, come “movimento” e non come “lista”, monitorando sia in campagna elettorale, che successivamente, l’operato della futura amministrazione, senza sconti per nessuno.
Intendiamo ringraziare tutti quelli che in queste settimane si sono confrontati con noi con estrema serietà ed hanno ascoltato con attenzione le nostre proposte”.


