Piano predissesto bocciato, le reazioni: “Basta accanimento terapeutico”

TERNI – La bocciatura della Corte dei Conti del piano di predissesto del Comune di Terni ha scatenato le reazioni politiche. Il responsabile degli enti locali della segreteria regionale del Pd, Andrea Pensi dice: “Prendiamo atto del responso della Corte dei Conti sul piano di riequilibrio del Comune. Al netto dell’ipotesi di ricorso che spetterà all’amministrazione formulare, riteniamo comunque opportuna una riflessione politica del gruppo dirigente. Promuoveremo, dunque, nelle prossime ore, un incontro con il gruppo dirigente del ternano, alla presenza del segretario regionale, per valutare il da farsi”.

Il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni del sindaco così come Sinistra Italiana.

“Avevamo già suggerito di interrompere la consiliatura nei giorni dei domiciliari del Sindaco Di Girolamo – scrive Sinistra Italiana in una nota congiunta della segreteria regionale, provinciale e comunale – Oggi di fronte alla bocciatura del piano di predissesto da parte della Corte dei Conti crediamo che per la maggioranza che governa la città non resti che prendere atto di una situazione insostenibile. Il dissesto finanziario è una condizione grave, e ancora più grave è il fatto che il Sindaco e la sua maggioranza non siano stati in grado di proporre un piano credibile”.

“Saranno anni difficili per Terni – continua Sinistra Italiana – in cui verranno messi in discussione servizi e attività che sono la spina dorsale del rapporto con i cittadini, della tenuta sociale in un momento di crisi economica, dello possibilità di un nuovo sviluppo civile ed economico. La scelta su come affrontare questa fase, con quali programmi e con quali proposte, non può essere sequestrata dagli eletti che l’hanno prodotta. La parola torni ai cittadini, ai quali come Sinistra Italiana proporremo un percorso di attivazione civica, libera, che sfrutti le migliori competenze della città che abbiano interesse a costruire un percorso alternativo a quello del centro-sinistra che ha governato negli ultimi anni”.

Il consigliere comunale di I Love Terni, Enrico Melasecche dice che: “Abbiamo passato ore a discutere in consiglio comunale martedì e mercoledì sulla buffonata di inesistente equilibrio di bilancio. Con il collegio dei Revisori dei conti che, richiamati in III commissione dal sottoscritto alla serietà delle proprie affermazioni, hanno ritenuto doveroso un atto ulteriore molto meno assolutorio rispetto al precedente che richiamava esplicitamente lo spettro della bocciatura da parte della Corte dei Conti di un piano di rientro che rappresenta una vergognosa buffonata rispetto al quale Piacenti, Tartarin di Tarascona da Avigliano, ha avuto l’ardire di dichiarare che “la provvista per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio si sarebbe potuta materializzare anche nei prossimi trent’anni” con la conseguenza che secondo le sue fantasmagoriche asserzioni il relativo riconoscimento sarebbe potuto avvenire da qui al 2047 rispetto al un piano quinquennale”.

“Puro avventurismo finanziario e politico da cialtroni delle pubbliche finanze e della politica – prosegue Melasecche – certi di poter dire e fare ciò che più loro aggrada nella impunità di una giustizia che fino ad oggi a Terni ha avuto responsabilità non lievi nel chiudere occhi ed orecchie rispetto a quello che succedeva. Dissi e ripeto, Terni ha rappresentato una enclave in questa Repubblica, che molto bene ha descritto il Presidente dell’Anac Cantone quando ha ricordato la difficoltà, per non dire la riluttanza, delle Procure ad indagare nelle città di provincia sugli illeciti della politica”.

“Credo che quanto sta accadendo da qualche mese a Terni e in Umbria – dice ancora Melasecche – sia sul fronte della magistratura ordinaria che su quello della magistratura contabile sta restituendo ai cittadini onesti la fiducia in uno Stato che per troppo tempo è apparso assente, quando non anche connivente, con chi ha fatto del governo della città una propria personale baronia. Che poi la sensibilità di questi amministratori sia ridotta al nulla da ipotizzare un qualche ricorso (nell’interesse della città, ah, ah, ah!) come cozze attaccate al proprio scoglio, la dice lunga sulla decenza ormai ampiamente superata. Avvocato Cavicchioli, noi vorremmo credere alle sue dichiarazioni quando, in risposta al sottoscritto che le ricordava il suo passato da socialista, con riferimento a Turati, ai fratelli Rosselli, a Pertini, ed ai valori richiamati da quei personaggi, sul suo onore dichiarava che mai e poi mai sareste ricorsi all’”accanimento terapeutico” se le condizioni obiettive di questo percorso avessero raggiunto livelli di insostenibilità ed indecenza”.

“Attendiamo coerenza – conclude Melasseche – Il popolo, di cui troppo spesso vi siete riempiti la bocca, deve oggi riacquisire il compito non lieve di affidare il governo della città a chi più lo merita”.

Il coordinamento dell’Unione civica di Terni dice “Basta con l’accanimento terapeutico. In un momento tanto complesso, è ormai più che acclarata l’inadeguatezza dell’amministrazione cittadina, che non può altro che dimettersi per il bene della città: in un atto di estrema responsabilità, si deve ora liberare il campo”.

Secondo l’Uct “l’unica speranza possibile è aprire una nuova pagina per Terni in cui i protagonisti principali siano finalmente i Ternani, con l’aiuto del gran numero di uomini e donne capaci, eccellenze, che questo territorio sa esprimere. Unione Civica per Terni lavorerà in ogni modo possibile perché i cittadini stessi tornino a decidere e a governare il proprio futuro, perché la città possa preparare per sé una nuova classe politica che degnamente la rappresenti”.

Il coordinatore provinciale di Forza Italia, Sergio Bruschini, paragona la situazione alla metafora della nave che affonda. Il sindaco – dice – è il capitano che per evitare che la nave, la città di Terni,affondi per colpa del buco, sta utilizzando e sacrificando tutto il suo equipaggio (assessori dimissionati,crisi continue,cambi di dirigenti)ad uno ad uno pur di provare a tappare la falla,il buco. Questa è la realtà. Uno ad uno i membri del equipaggio e tutti i tentativi,cadono, e il buco rimane e la nave intanto continuerà ad imbarcare acqua ,ed allora si che la situazione sarà gravissima perché nemmeno le scialuppe potranno più essere calate in mare e salvare i marinai la ciurma”.

“Il capitano – prosegue Bruschini – avrà ottenuto il suo scopo dimostrare di aver fatto di tutto per tappare il buco e salvare la nave, al prezzo però della morte del suo intero equipaggio …e la perdita di un approdo di salvezza per la città. Una falla questa che non nasce per caso ma già determinata da un materiale usato per la costruzione della nave ormai inadeguato,consunto (programma,metodo e modo di amministrare vecchio legname usato”.

“Ed è quello che sta accadendo a Terni – aggiunge il coordinatore provinciale di Forza Italia – siamo vittime della sindrome della metafora della nave il sindaco,questa giunta sperano ancora di salvare se stessi ed intanto affondano e con loro la città. Non possiamo permetterlo è ora di una nuova nave ed un nuovo equipaggio diano speranze di approdo ,solidità nuovo metodo di governo”.

“Come partito lo avevamo detto un anno fa questo equipaggio ed il suo capitano non sono più in grado di governare la nave e tanto meno di riparare il buco. Se avessero dato ascolto molti altri problemi – conclude Bruschini – si sarebbero anche forse evitati ed oggi la città avrebbe guadagnato tempo e avrebbe altre chance e di tempo c’è ne poco siamo ormai a livelli gravi di tempesta”.

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