Politica

Yari Lupattelli e il sogno di un laboratorio politico. Intanto ci sono la nuova impresa e l’associazione politico-culturale

TERNI – Da sempre è politicamente molto attivo anche se non ha mai ricoperto incarichi e ruoli all’interno dei partiti. Oggi è un semplice iscritto a Italia Viva ma sta lavorando alla nascita di un’associazione politico-culturale che ha l’ambizione di dare voce ai quei cittadini moderati che non si ritrovano nell’attuale panorama. Sebbene sia impegnato in questo stesso momento anche alla costituzione di una impresa, Yari Lupattelli è un fiume in piena quando parla dell’attuale panorama politico locale e nazionale. E non manca di togliersi qualche sassolino dalle scarpe.

Settembre sarà un mese particolarmente impegnativo per lei, a cosa sta lavorando?

In considerazione dell’esperienza maturata sul campo, ricoprirò il ruolo di amministratore unico di un’azienda che si occuperà di sociale e attraverso la collaborazione di professionisti si proporrà di fare da trait d’union tra le istituzioni e i cittadini in questo ambito. Saremo intermediari tra le difficoltà delle istituzioni e le esigenze dei privati per trovare le migliori soluzioni nel campo del sociale. Succede infatti che gli utenti si rivolgano alle amministrazioni per dei bisogni che talvolta, inconsapevolmente, vengono mal posti e per l’ente pubblico è difficile aiutarli. Noi, in questo senso, saremo al fianco delle istituzioni e le coadiuveremo nella risoluzione delle diverse problematiche.

A livello politico lei non ha alcun incarico ma la conosciamo da sempre come persona politicamente attiva. Che cosa pensa della situazione politica locale anche in vista delle prossime elezioni amministrative?

Io sono un iscritto a Italia Viva e non ho mai ricoperto incarichi all’interno di questo o altri partiti. Parlo quindi da persona libera pensatrice e da osservatore. Sono sempre stato vicino al pensiero politico di Matteo Renzi tanto che quando lui è uscito dal Pd, io ho fatto altrettanto. Ritengo tuttavia che non sia ancora chiaro il futuro politico di Italia Viva soprattutto nei territori e in quale direzione si vuole muovere. Secondo me Italia Viva dovrebbe porsi al centro di un discorso con i liberali e i cattolici e trovare quel punto di incontro che non può essere segnato dall’attuale Pd né dall’attuale centrodestra.

Renzi, che sta facendo il giro dell’Italia per promuovere il suo libro “Controcorrente” qualche settimana fa è venuto ad Assisi proprio per presentare il libro. Secondo lei questo non è un segnale d’attenzione verso i territori? Si aspettava un impegno diverso, non solo in vista delle amministrative?

Secondo me sono stati degli errori nella composizione della direzione di Italia Viva. Non ho nulla di personale contro Ettore Rosato e Teresa Bellanova, ma non mi spiego perché Renzi abbia messo il suo partito appena nato in mano ad altri. Sicuramente Italia Viva non è un partito personalistico, ma Matteo Renzi è stato la mente dell’operazione che ha portato Mario Draghi al governo dell’Italia restituendo alla Nazione il ruolo che le spetta all’interno dell’Unione Europea. E questa è solo una delle brillanti operazioni che Renzi ha portato a termine. Almeno all’inizio avrebbe dovuto tenere in mano le redini di questo partito.

E a livello locale?

Mi aspettavo un partito più audace nella scelta dei rappresentanti sul territorio ma la sensazione che ho è che anche qui Renzi se ne sia un po’ “lavato le mani”. Alla fine si è optato per personalità, certamente con una loro preparazione, ma non così incisive e “vivaci”, di cui un partito appena nato avrebbe avuto bisogno.

Mi pare di capire che in queste settimane di fibrillazioni anche in Umbria per le imminenti scadenze elettorali di ottobre, lei abbia rilevato degli errori da parte di Italia Viva…

Proprio in questi giorni si sta concretizzando ciò che io vado ripetendo da settimane: è difficile per Italia Viva guardare all’interno di una coalizione con Pd e M5S. Amelia, Città di Castello, Spoleto ne sono gli esempi. Io ritengo che, laddove ci siano le condizioni, Italia Viva debba essere lontana da questo asse e guardare a qualche movimento civico, all’elettorato moderato, a pezzi, perché no, del centrodestra che non si ritrovano nell’attuale scenario, e dare vita a un laboratorio politico.

Nonostante queste criticità che lei lamenta, rumors dicono che le sia stato chiesto un impegno in prima persona per le prossime amministrative?

E’ vero. Mi è stato chiesto di impegnarmi in uno dei comuni al voto nella lista di un candidato sindaco ma ho declinato l’invito perché, pur condividendo in linea generale il programma, e non avendo nulla contro la persona, non accetto le modalità con le quali è stato scelto il nome e soprattutto il percorso che si sta seguendo in questo momento. Ricordo sommessamente che quando Matteo Renzi era segretario del Pd e presidente del Consiglio, veniva quotidianamente bombardato da richieste di dimissioni proprio da segretario in quanto, per il Pd stesso, erano due ruoli inconciliabili. In in questo territorio umbro, ora si sta facendo esattamente il contrario.

Per caso ha rinunciato alla candidatura perché, sempre secondo i ben informati, sta lanciando una nuova associazione politico-culturale?

Certo che non starò fermo. Manca solo l’atto formale alla nascita di questa nuova associazione che avrà delle connotazioni politiche molto forti e decise, europeiste e liberali. Abbiamo idee ben precise sul mondo del lavoro, dell’economia, del fisco e della sanità, tanto per citare alcuni temi. Non staremo quindi più ad aspettare chi ci accoglie ma, al contrario, saremo pronti e aperti a dialogare con chiunque voglia occuparsi seriamente di politica senza piazzare bandierine o paletti ideologici di qualsivoglia genere.

L’associazione scenderà il campo alle amministrative nei prossimi anni? Si, lei si candiderà?

Potrebbe anche darsi ma certamente non lo farò con Pd e M5S.

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