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Valnestore, spunta l’ipotesi di un inceneritore nell’area della centrale Enel

Un inceneritore potrebbe spuntare nell’area della Valnestore già al centro dell’inchiesta su ceneri e rifiuti interrati. Il caso è stato sollevato nell’ultima riunione del comitato “Soltanto la salute” a Tavernelle sorto dopo l’avvio dell’inchiesta giudiziaria. L’allarme è stato lanciato dal consigliere comunale Stelvio Olivi secondo cui “sull’aggiornamento del piano regionale dei rifiuti, Pietrafitta e Bastardo sono indicati come possibili luoghi per la realizzazione dell’inceneritore”. Stando a quanto emerso dalla riunione e come riportato ieri, domenica 23 ottobre, dal Corriere dell’Umbria (“Nella Valle lo spettro inceneritore” pag. 3″), nell’adeguamento del piano dei rifiuti della Regione approvato nel marzo 2015, le centrali termoelettriche di Pietrafitta e Bastardo vengono indicate come impianti potenzialmente idonei a bruciare combustibile solido secondario (il cosiddetto css).
I combustibili attualmente impiegati nelle due centrali Enel, che sta riducendo progressivamente la propria attività sul territorio, sono carbone e metano.
Il caso sollevato a Tavernelle non sarebbe neanche tanto campato per aria visto il decreto del Governo del 10 agosto 2016, pubblicato in gazzetta ufficiale lo scorso 5 ottobre, che conferma la presenza di otto inceneritore uno dei quali in Umbria.

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