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Treofan: il Ministero dello sviluppo economico in pressing su Jindal

TERNI – Ministero dello sviluppo economico e istituzioni contro la procedura di liquidazione della Treofan. L’occasione è stato l’incontro di ieri in videoconferenza fra le segreterie nazionali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl , Uiltec-Uil e la sottosegretaria del Ministero dello Sviluppo Economico Alessandra Todde  alla presenza di Regione Umbria e Comune di Terni sulla vertenza in atto alla Treofan di Terni. E’ stato proprio il Ministero a fare il punto della situazione con tutte le iniziative messe in campo:

Verifica attraverso l’Agenzia delle Dogane per eventuali abusi commessi da Treofan per merci provenienti dalla U.E con dichiarazioni non conformi alla legge.

• Moral suasion che attraverso un’informazione dettagliata verso i maggiori clienti li porti a conoscere i comportamenti dell’azionista Jindal, non conformi a regole dettate dalle modalità di buone relazioni comportamentali nei confronti dei Lavoratori, delle Istituzioni e del Sindacato. Questa azione ha comportato una riduzione di ordini da parte dei clienti abituali del gruppo Treofan/Jindal.

• Verifica dei finanziamenti pubblici e del loro corretto utilizzo, come ad esempio l’erogazione del finanziamento del MIUR di circa 1 milione di euro nel quale tra le clausole  rientrava l’impegno di mantenere le attività per 5 anni. Sono state attivate le procedure per il rientro del finanziamento.

• Per il finanziamento ricevuto dalla Regione Puglia si stanno facendo ulteriori verifiche per il suo corretto utilizzo soprattutto in relazione allo spostamento di ordini dallo stabilimento di Terni ad altri siti produttivi del gruppo Jindal.

Secondo le organizzazioni sindacali “l’attivazione della procedura di liquidazione è illegittima e non suffragata da elementi oggettivi che ne identifichi la correttezza giuridica”.

Le rsu e  i sindacati locali hanno ribadito la richiesta al liquidatore “di ritirare la procedura di licenziamento e attivare gli strumenti di ammortizzatori sociali conservativi (CIGS). Solo grazie all’attivazione di questo strumento si consentirebbe di avere un tempo maggiore per costruire una proposta imprenditoriale che possa consentire una continuità produttiva”.

I sindacati hanno sottolineato “l’assoluta necessità di accelerare tutti i processi in quanto i tempi della procedura di licenziamento stanno avanzando e attualmente mancano soltanto 39 giorni alla scadenza della seconda fase, ovvero quella istituzionale, concludendo di fatto i 75 giorni di legge per la discussione della stessa”.

E’ stato  inoltre evidenziato agli esponenti del Mise come “altri soggetti imprenditoriali sono interessati a proporre delle manifestazioni di interesse per rilevare l’unita produttiva, ma deve essere assolutamente superata l’attuale posizione della proprietà indiana che intende liquidare l’azienda e realizzare un profitto”.

Sia  il Mise che la Regione Umbria,  che il Comune  di Terni hanno manifestato la volontà di impedire questo progetto da parte di Jindal e ricercare alternative che diano una prospettiva al sito di Terni.
Visto i tempi molto ristretti entro i quali deve essere trovata una soluzione – fanno sapere i sindacati –  il Ministero si è impegnato a riconvocare le parti entro 7/10 giorni per un aggiornamento generale sulle azioni messe in atto.

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