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Terremoto, nuova scossa alle 18.20. Polemiche sui crolli delle chiese

Lo sciame sismico non dà tregua. Solo nella notte scorsa si sono registrate una decina di scosse di assestamento. La più grande, di magnitudo 3.5, è stata registrata nella provincia di Perugia. Preci il comune più vicino all’epicentro. L’ultima scossa questa sera alle 18.20 di magnitudo 4.2 con epicentro tra Norcia e Preci. Proprio il sindaco di Preci, Pietro Bellini, ha manifestato la propria preoccupazione per il “fuggi fuggi” dei residenti. “Se si va via ora – ha detto il primo cittadino – finisce che si trovano altre collocazioni e altri lavori. Quindi tornare è veramente difficile”.
Intanto oggi l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo, ha fatto visita ai luoghi colpiti dal sisma. Il vescovo ha visitato prima la basilica di San Benedetto completamente inagibile, po ha salutato le suore di clausura benedettine del monastero di Sant’Antonio. Ad Ancarano di Norcia il pranzo con gli sfollati quindi la visita a Campi di Norcia, a Preci e al monastero di Sant’Eutizio.
“Abbiamo l’obbligo morale – ha detto l’arcivescovo – di ricostruire e riaffermare la nostra identità di popolo anche attraverso i simboli della religiosità. In Valnerina è andato distrutto un enorme patrimonio di arte e fede, penso ad esempio al monastero di Sant’Eutizio a Preci e a San Salvatore a Campi di Norcia (nella foto ndr.), due gioielli culla del monachesimo occidentale. Perderli per sempre sarebbe un delitto, anche se purtroppo credo che la chiesa di San Salvatore non la riavremo mai più”.
Sul caso interviene oggi il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati. “Già a fine agosto, infatti, si segnalava come Sant’Eutizio fosse a rischio crollo, sgomberata e inagibile – dice Liberati – Occorrevano immediati lavori di consolidamento eppure, stando alle segnalazioni della Diocesi, nessuno si sarebbe mosso. Se si dimostrasse che il Ministero dei Beni Culturali, attraverso la Soprintendenza, non abbia agito per tempo – conclude Liberati – si imporranno ampie riflessioni e immediate dimissioni degli interessati, salvo gli ulteriori danni di natura materiale e immateriale eventualmente quantificabili in altre sedi”.
Immediata la replica della Regione.
“La Regione Umbria – spiega il dirigente della sezione salvaguardia beni culturali in emergenza, l’architetto Filippo Battoni – stanziò oltre 500 mila euro per il restauro dei danni causati dal terremoto del 1997 all”abbazia di sant’Eutizio, a Preci, seriamente danneggiata dalle recenti scosse. L’Abbazia di Sant’Eutizio – ancora l’archietto – ha beneficiato dei finanziamenti regionali già nel luglio 1998, con la tempestiva approvazione di un Piano stralcio Giubileo – Terremoto per finanziare i danni derivanti dal sisma sugli edifici beneficiari dei contributi della Legge 270/97. Così la Giunta regionale – precisa – intese evitare il rischio che si verificassero ritardi nell’ultimazione dei lavori per la celebrazione del Grande Giubileo 2000. I finanziamenti erogati dalla regione sono i seguenti: 258.228,25 per interventi locali e puntuali come catena arco trionfale, consolidamento della bifora della sacrestia e piccoli interventi di consolidamento dell’abside opere di finitura riguardanti il riscaldamento. 123.949,65 sempre nel piano Giubileo terremoto per interventi puntuali sulla struttura che era già in corso di finanziamento. 148.174,97 per interventi locali e puntuali riguardanti il Convento come inserimento di catene, rafforzamento di volte e consolidamento del muro esterno. La Regione per gli interventi sopra elencati è stata l’ente che ha finanziato le opere mentre per i due interventi gli enti attuatori sono stati il Comune di Preci e l’Arcidiocesi di Spoleto Norcia. Per quanto riguarda il muro che crollando ha causato il crollo di parte della facciata della chiesa – conclude l’architetto Battoni – questo non è potuto entrare in quel finanziamento regionale in quanto non era bene culturale e non poteva, dunque, rientrare tra i beni oggetto di interventi finanziabili con tali risorse”.

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