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Terni, sparo all’Itis, gli investigatori: “Poteva uccidere”. Scoperto e denunciato il responsabile


TERNI – E’ un pensionato di 60 anni, ternano e incensurato, l’autore della bravata che questa mattina poteva provocare una tragedia all’Itis di Terni. L’uomo, secondo quanto accertato dagli agenti della Digos e della Scientifica, tra le 9.30 e le 10 ha sparato un colpo con un fucile di precisione che si è conficcato sul muro del secondo piano della scuola dopo aver oltrepassato la finestra.
L’allarme era scattato intorno alle 10 quando i ragazzi (la scuola è una delle superiori più frequentate) hanno udito il colpo e hanno visto il foro sulla finestra e sul muro. Subito su Facebook un professore, Franco Coppoli, aveva postato le foto del colpo.
Sul posto è subito intervenuto personale della Digos, diretta da Marco Colurci e della polizia scientifica che hanno avviato le indagini anche con l’utilizzo di strumenti elettronici e con l’audizione dei testimoni al fatto.
A seguito dei rilievi della polizia, è stata verificata la traiettoria del colpo, individuandone approssimativamente il punto da cui poteva essere presumibilmente partito a una distanza di circa 400 metri, in linea d’area, dall’edificio scolastico, in zona Fiori.
Serrate indagini hanno consentito di individuare l’autore del gesto in un ternano di 60 anni, dipendente dell’Asm in pensione, che utilizzando una carabina da caccia calibro 308 ha esploso il colpo in direzione della scuola. L’uomo, che dopo il fatto se ne è andato tranquillamente a caccia, ha spiegato agli che stava mostrando l’arma a una sua conoscente e che il colpo è partito accidentalmente.
E’ stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di esplosioni pericolose; nei suoi confronti si è provveduto all’immediato ritiro della licenza di caccia e delle altre armi legittimamente detenute e sarà inoltrata una segnalazione alla Prefettura per l’emissione del divieto di detenzione di armi.
Marco Baiardelli esperto della polizia scientifica ha spiegato nel pomeriggio in conferenza stampa che l’arma è “molto pericolosa” in quanto può raggiungere una gittata anche di due chilometri, con conseguenze potenzialmente letali sia per gli animali di grande taglia sia per le persone.
Il questore, Carmine Belfiore, ha rimarcato che il fatto poteva avere ben più gravi conseguenze in quanto avvenuto, tra le 9.40 e le 10, durante le lezioni che di lì a poco sarebbero state interrotte dalla ricreazione.
L’ogiva del proiettile è stata recuperata e sequestrata dalla polizia nella parete del corridoio, occupato dalle classi terze del triennio.

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