Politica

Terni, il Movimento 5 Stelle: “Il Comune è in default da almeno tre anni”. L’assessore replica

TERNI – “L’amministrazione comunale è in default da almeno tre anni”. Ne sono convinti i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle secondo cui nel corso del tempo alcune fatture sono state tenute nel cassetto proprio per impedire il dissesto. Si tratta – a detta dei consiglieri Thomas De luca, Valentina Pococacio, Patrizia Braghiroli e Angelica Trenta di debiti riconducibili all’interno della contabilità ordinaria – quali per esempio le mense – che sono stati tenuti nel cassetto fino a che il Comune non avesse trovato le risorse per coprirli, salvo poi iscriverli ora come debiti fuori bilancio nella manovra di riequilibrio finanziario. Il gruppo consiliare sta “predisponendo tutti gli atti e domani in consiglio comunale presenteremo degli emendamenti per mettere ogni consigliere nella condizione di sapere tutto prima di votare. Ogni consigliere deve sapere che sta votando un predissesto al cui interno c’è questo tipo di situazione. Oltre a questo provvederemo ad informare tutti gli organi competenti, come ad esempio la Corte dei Conti”. Il Movimento 5 Stelle annuncia anche un’interrogazione parlamentare.

Non si è fatta attendere la replica dell’assessore al bilancio. “Di fronte al ripetersi, ormai meccanico delle accuse, non posso che rispondere che la manovra del piano di riequilibrio finanziario è corretta – dice Vittorio Piacenti D’Ubaldi – non mette le mani nelle tasche dei ternani, non prevede nuove imposte, è dettata dalla esclusiva volontà di dare una prospettiva amministrativa al Comune di Terni: evitare il dissesto contabile. Si tratta di una assunzione di responsabilità e di governo a fronte di chi non ha meglio di dire che il Comune non dovrebbe pagare i servizi, le imprese, le spese sostenute. Se questo è una proposta di governo seria e credibili lo lascio alla valutazione dell’opinione pubblica cittadina”.
“Oggi – prosegue l’assessore – da una parte dell’opposizione vengono rilanciate le accuse note ormai da tempo, si continua a dare giudizi non veri sui bilanci del comune, sul piano di riequilibrio finanziario, si continuano a dare giudizi sprezzanti sul sindaco e la giunta che, pur tra mille difficoltà, stanno cercando di portare avanti una complessa e approfondita manovra contabile. Siamo di fronte a un modo di fare purtroppo già noto, accuse generiche, persino di moralità, senza entrare sulla questione di fondo: c’è una situazione finanziaria difficile, che si protrae da tempo, dovuta in gran parte alle difficoltà di tantissimi enti locali, ebbene come la si vuole affrontare? Qual è la risoluzione dei Cinque Stelle? Quali proposte avanzano? Nessuna, se non quella di dire di non pagare. Vogliono dunque il comune nelle mani degli ufficiali giudiziari? La verità è che questa parte dell’opposizione sta solo facendo pressing nei confronti dei consiglieri comunali, minacciando nuovi esposti, per non far votare la manovra di riequilibrio. Una manovra che prevede – a differenza di quanto dicono i Cinque stelle – il pagamento dei debiti fuori bilancio solo dopo aver concretizzato le alienazioni. Così come non serve inviare nuove carte alla Corte dei conti, in quanto questa è già l’organo deputato a valutare il piano di riequilibrio finanziario. I grillini vorrebbero solo che il piano di riequilibrio venga bocciato e mandare così a casa l’attuale amministrazione, anche a costo di mettere nelle mani di un commissario il bilancio del comune. Al quel punto non ci sarebbero più margini di mediazione, in questo caso l’aumento delle tasse e delle imposte, sarebbe pressocché automatico, con l’innalzamento al massimo delle aliquote. Questo è il prezzo che i Cinque stelle sono pronti a fare pagare alla città per raggiungere i loro obiettivi politici”.

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