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Terni, lite al Centro per l’Impiego tra usciere e utente. Paparelli: “Ci sarà un’indagine”

TERNI – Momenti di tensione all’esterno del Centro per l’Impiego di via Annio Floriano giovedì pomeriggio dove un giovane esasperato per non riuscire da giorni a consegnare la domanda di disoccupazione della fidanzata, è venuto alle parole grosse con un usciere della struttura.

Per diversi giorni si è presentato all’ufficio per consegnare la domanda di disoccupazione – che tra l’altro ha una validità di 20 giorni – senza riuscirvi viste le code che ha trovato anche quando si è presentato alle 7 della mattina. Giovedì sarebbe stato invitato a ritornare dopo le 12 perché l’ufficio avrebbe riaperto alle 14 e sarebbe potuto rientrare nei 10 utenti che serviti nel pomeriggio.
Al dunque, però, l’usciere si è presentato consegnando solo 5 numeri perché gli sportelli avevano da smaltire ancora le persone del mattino. Ne è nato un vivace battibecco.

La scena è stata ripresa da alcuni presenti con il telefonino e il video, pubblicato sui social, ha sollevato l’indignazione della rete.

Sul fatto è intervenuto il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli che si è scusato con l’utente e ha fatto sapere di aver “dato mandato alle strutture tecniche di avviare un’indagine sui fatti al fine di accertare compiutamente l’accaduto e le relative responsabilità per assumere gli eventuali provvedimenti unitamente alla Provincia di Terni che, viene ricordato, è titolare dei rapporti di lavoro del personale del Centro per l’Impiego”
Dall’assessorato regionale sono giunte le scuse per il disagio e l’immagine data del servizio dei Centri per l’impiego, che passeranno alle Regioni entro il 30 giugno, stigmatizzando l’accaduto e ricordando che in ogni caso i dipendenti pubblici hanno il dovere di adempiere alle funzioni loro affidate con “disciplina ed onore”, come recita l’articolo 54 della Costituzione della Repubblica Italiana e sempre nel rispetto delle persone e dei cittadini, specie se in condizioni di disagio.
L’assessore – che come detto ha rivolto le scuse personali al diretto interessato – ha invitato l’utente a un incontro di chiarimento.

Devid Maggiora, vice coordinatore della Lega Terni che nel dicembre del 2016 denunciò il problema dei numeri limitati e delle persone in fila, per ore al freddo, di fronte agli uffici del Centro parla di “mancanza di organizzazione, disinteresse della politica locale ed esasperazione dei cittadini, il tutto condito da una crisi economica che ancora attanaglia la città: ecco cosa c’è alla base di quanto accaduto al Centro per l’Impiego di Terni dove è scoppiato un parapiglia tra un utente e un dipendente”.
“Episodi come questo – continua Maggiora – mettono in luce la reale distanza delle istituzioni dai problemi dei cittadini. La sinistra al governo della città e della Regione dovrebbe mettere sempre al primo posto il lavoro e impegnarsi per creare condizioni di vita dignitose per i cittadini. E invece, a distanza di oltre un anno, le promesse degli assessori competenti sono tutte disattese”.

Sull’episodio interviene anche la Cgil Funzione pubblica. “Come da copione – commentano Giorgio Lucci e Fabrizio Fratini, rispettivamente segretari della Fp-Cgil di Terni e dell’Umbria – i problemi organizzativi e la mancanza di organici ricade sul personale e sui cittadini, i fatti accaduti presso il Centro per l’ Impiego di Terni, ci rimandano alla solita domanda che è comune a tutto il servizio pubblico : le Istituzioni, che siano i Governi nazionali o Regionali o Comunali, hanno interesse che i servizi pubblici funzionano, oppure il disservizio è propedeutico ad una privatizzazione? Quanto accaduto è solo la punta di un iceberg che rappresenta lo stato della disorganizzazione che regna nei Centri per l’impiego”.
“Più volte – dicono ancora Giorgio Lucci e Fabrizio Fratini – come Fp-Cgil abbiamo denunciato sui media e rappresentato alle Istituzioni le problematiche che attengono alla mancanza di organici ( circa 30 operatori, alcuni part time, per tutta la Provincia di Terni sino ad Orvieto ), strumenti informatici non sempre funzionanti, aumento ella burocrazia che attiene alle nuove procedure, carenza di materiali, e strutture spesso inadeguate e non a norma di legge. Il cittadino ha tutto il diritto di esigere attenzione, qualità nei servizi e rispetto delle proprie esigenze”.

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