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Terni, incursione delle cooperative alla conferenza del M5S – Le reazioni

TERNI – Urla e scambio reciproco di invettive, per un momento si è temuto anche lo scontro tra M5S e rappresentati delle cooperative, ma dopo oltre dieci minuti ad alta tensione la situazione si è ricomposta. E’ accaduto questa mattina a Palazzo Spada nel corso della conferenza stampa convocata dal Movimento 5 Stelle – presenti i consiglieri comunali Thomas De Luca, Valentina Pococacio, Patrizia Braghiroli, Federico Pasculli, ma anche il senato Stefano Lucidi e il consigliere regionale Andrea Liberati. A conferenza stampa praticamente finita hanno fatto incursione i lavoratori delle cooperative e Sandro Corsi, presidente dell’Actl, e Antonio Sabatini della Ultraservizi, indagati nell’inchiesta sugli appalti. E’ stato subito caos.
La conferenza stampa era stata convocata per discutere del “sistema Terni”. I consiglieri comunali, in particolare hanno denunciato una vicenda relativa agli affidamenti diretti sul fronte sul fronte dei servizi sussidiari e di supporto ai servizio educativi comunali, all’incirca dal 2006 al 2014, per un importo di 2 milioni e 300mila euro, oltre 2 milioni maturati in singoli affidamenti da 70-100 mila euro ciascuno. Affidamenti, secondo i pentastellati, espletati dopo la fine di una gara nel 1999, con lo stesso oggetto e con un solo partecipante, prorogata fino al 2006 circa.
“Sono 13 giorni – hanno detto i consiglieri Valentina Pococacio e Thomas De Luca – che noi stiamo aspettando risposte su tali fatti. Abbiamo scritto, prima della variazione di bilancio di fine novembre, a tutti i consiglieri comunali e alla Corte dei conti, ed oggi (martedì 13 dicembre, ndr) scade il tempo. Noi vogliamo sapere perché questi ingenti affidamenti diretti, forse non i soli, sono andati di fatto in parallelo con una gara del 2009 per 7,6 milioni di euro, sempre incentrata sui servizi pedagogici di supporto ai servizi educativi comunali”.
“C’è una pesantezza insostenibile che grava su questo Comune – ha concluso De Luca -, una mancanza di chiarezza, una opacità tanto più grave quanto la situazione di predissesto: dunque chiediamo luce su situazioni che vengono finanziate o pagate due volte. Invece di fare trasparenza immediata, si continua ad andare avanti senza rispondere. Noi stiamo chiedendo chiarimenti puntuali, su cose precise”.
Il senatore Stefano Lucidi ha parlato di una “città che ha bisogno di interlocutori nuovi che rovescino il sistema Terni” mentre il consigliere regionale Liberati ha insistito su una richiesta specifica al sindaco Di Girolamo: “Sono passati 10 giorni da quando abbiamo chiesto al sindaco il famoso certificato 335, ma si stanno dilatando i tempi per arrivare a mangiare il panettone. Sono usciti sui media parte di documenti che attestano una certa situazione”.
Le reazioni “La indegna gazzarra di Sandro Corsi, che ha interrotto la conferenza stampa di una forza politica è la conferma dell’agitazione che regna dalle parti della sinistra ternana, che sta perdendo il lume della ragione”: lo dice il capogruppo di Forza Italia, Raffaele Nevi.
“Chi mi conosce bene – spiega Nevi – sa quanto io sia lontano da atteggiamenti giustizialisti e forcaioli dei grillini, come ho avuto modo di dire più volte, anche durante le ultime elezioni comunali. Sbagliano sempre a fare di tutta l’erba un fascio, anche se di erba cattiva ce n’è tanta in giro. Noi da sempre siamo per la concorrenza e il merito, che a Terni è sempre merce molto rara, e chiediamo per questo da tempo che l’Amministrazione comunale tragga le conseguenze di una situazione di pesante affaticamento della città, così come testimoniano tutti i dati, da ultimo quello relativo alla qualità della vita”.
Enrico Melasecche di I love Terni parla di “ennesima prestazione muscolare del solito “padroncino” il quale, accompagnato da ben conosciuti “guardiacorpo” ha assalito, con urla belluine e becere provocazioni, alcuni eletti che stavano svolgendo, nella stanza a loro riservata, una conferenza stampa con la partecipazione peraltro di un senatore della Repubblica, del capogruppo in Regione di quel movimento e di tutti i consiglieri comunali in carica. Ne parlo per la semplice ragione che il sottoscritto, pur assente, è stato tirato per il bavero dal noto “principe del volontariato” urlando in modo indemoniato il nome e cognome del sottoscritto agli astanti (a pochi centimetri dai loro volti), come se fossi un qualsiasi malfattore, tanto per capirci il Buzzi di mafia capitale, in una commedia surreale a parti però invertite”.
“Mai viste scene di tale intimidazione e provocazione nella storia cittadina – prosegue Melasecche – difficile immaginarle in altre città, pur governate dalla sinistra, da Bologna a Firenze o Palermo. Sbalordiscono ancor di più questi fatti in una fase storica di Terni in cui le difficoltà per tutti sono enormi, provocate anche dal dissesto creato dai mandatari di costoro, finanziati e sostenuti in tutte le campagne elettorali per continuare a garantire il perpetuarsi di questo indecente cerchio magico”.
Melasecche si dice indignato “perché questi soggetti si permettono di continuare in una litania di intimidazioni personali, nella impunità loro garantita anche dal ruolo che svolgono all’interno dei partiti”. “Ma ancor più grave – aggiunge Melasecche – è che tutto accade nel silenzio più assordante del Sindaco, PD, e del Presidente del Consiglio, Comunisti Italiani, i quali, lungi dal difendere le istituzioni da questa sorta di squadrismo (fascio)-comunista, consentono che in consiglio comunale vengano offesi gli stessi consiglieri, vengano interrotti i loro interventi, vengano poi invase le sedi riservate ai gruppi consiliari, permettendo a questi soggetti di fare della residua democrazia ciò che più loro aggrada”.
“Alle 13 – dice ancora Melasecche – ho cercato di parlare con il capogruppo PD Andrea Cavicchioli per manifestargli tutta la mia indignazione, chiedendo che la prossima seduta di consiglio venga dedicata specificamente, non solo all’atto che ho ieri presentato unitamente al M5S, Paolo Crescimbeni e Marco Cecconi, con cui chiediamo le dimissioni del Sindaco per la situazione incresciosa che vive la città, ma anche l’atto, evidentemente in subordine, con cui chiedo con il M5S al sindaco di ritirare la delega ai lavori pubblici all’assessore Bucari, che appare fin troppo strettamente coinvolto nei rapporti personali e familiari con il sistema inquinato di alcune cooperative perché è inaccettabile il vassallaggio cui è giunta la politica a Terni”.

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