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Terni, il vicesindaco sul welfare: “Ci sono difficoltà, ma gli strumenti funzionano”

TERNI – “La situazione economia e finanziaria è difficile, ma il Comune di Terni non arretra sul fronte delle Politiche Sociali e anzi, mette tutti gli strumenti possibili, per una risposta alle famiglie in difficoltà”. Lo ha detto il vicesindaco con delega al Welfare, Francesca Malafoglia, nell’ambito della audizione di questo pomeriggio in 2° e 3° Commissione consigliare. “Utilizzando tutte le risorse a disposizione, lavorando su quelle aggiuntive, ad iniziare dal sostegno per l’inclusione attiva, dove abbiamo fatto un ottimo lavoro in sinergia con la Regione dell’Umbria, con l’obiettivo – raggiungibile – di dare risposta positiva al 100% delle domande relative alla Sia. Al momento in Umbria -ha proseguito il vicesindaco . sono state accolte 494 richieste, di cui 100 riguardanti l’ambito sociale del Ternano. Grazie al lavoro di revisione del punteggio minimo di accesso, contiamo comunque, entro poche settimane, di dare un riscontro positivo alla totalità delle 200 richieste di sostegno che sono pervenute. Accanto a queste risorse consistenti, si aggiungono altri 150 mila euro, maturati proprio in queste ore, grazie al riconoscimento da parte del ministero delle Politiche Sociali di un progetto congiunto Comune-Regione, con Terni che ha ottenuto il 50% del finanziamento messo a disposizione per l’Umbria. Andremo inoltre a supportare alcune iniziative individuate nel tavolo per il contrasto alle povertà anche con gli incassi di Umbria Jazz Spring, cogliendo così anche le indicazioni che arrivano dall’atto di indirizzo della maggioranza”.
“Ci interessa chiarire – ha premesso il vicesindaco – che c’è una sostanziale differenza tra sociale assistenziale e sociale promozionale e l’impostazione dell’Amministrazione è chiaramente quella di puntare ad un welfare capace di soddisfare i bisogni ma anche di valorizzare risorse e competenze delle persone in un’ottica di promozione dei percorsi di autonomia individuale. Certamente questo ha portato alla ridefinizione del metodo di lavoro sempre più centrato sulla multidisciplinarietà e trasversalità degli interventi e sul lavoro di prossimità alla comunità. Il primo atto di responsabilità nei confronti della comunità è stato quello di non sovrapporre misure comunali a quelle nazionali. La social card, la carta acquisti, il bonus bebè, l’assegno di maternità e quello per il terzo figlio sono misure di assistenza dei bisogni primari messi in campo dal Governo nazionale. Rispetto a questo l’Amministrazione Comunale, affiancando il lavoro dello stato, ha continuato a offrire una vasta serie di agevolazioni”.
“L’amministrazione comunale – ha proseguito il vicesindaco – ha scelto di investire in un intervento che incide strutturalmente sulla revisione della spesa, così da renderla economicamente sostenibile. E’ stata colta l’occasione per dare nuovo slancio ai servizi. L’input del Governo nazionale, assolutamente condiviso e fatto proprio come scelta politica, è di fare sostegno attivo sui progetti di vita delle persone, da qui la misura del Sia come misura ponte fino a 400 euro mensili per una famiglia sino a 5 componenti. Tale erogazione rappresenta la parte passiva del Sia e viene completata da una parte di inclusione attiva che vede la stipula di un accordo di inclusione lavorativa e sociale tra ciascuna famiglia e i servizi sociali, di intesa con il Centro dell’Impiego.
Riguardo al progetto individuale, questo significa prendere in carico la persona, la sua famiglia, per costruire insieme un percorso di autonomia. Questo è declinato a partire dal Sia, già adottato come scelta nel sostegno all’abitare, quindi i progetti di emergenza abitativa e gli affitti solidali. Nel suo secondo anno di attività questa misura conta l’accompagnamento di circa 60 nuclei familiari, svolta in partenariato con l’associazione San Martino e con i finanziamenti della Fondazione Carit, in questo caso l’azione non offre semplicemente un luogo dove stare, ma fornisce l’opportunità di entrare in un percorso di accompagnamento con i servizi sociali per ritrovare la propria indipendenza economica. Il paradigma bio psico sociale, utilizzato per l’area della disabilità rappresenta un cambio di approccio, e consente di porre al centro la persona. Tale cambiamento culturale potrà interessare anche l’area della tutela e protezione sociale dei minori, attuando una sistematica azione proattiva e preventiva che potrebbe consentire il ricorso al collocamento residenziale in modo residuale. Veniamo quindi a parlare dei Fondi Europei. Da una parte, si è lavorato per un massimo efficientamento della spesa comunale, dall’altra si è proceduto all’analisi e alla valutazione attenta dei servizi svolti negli anni. Questo ha consentito la rimodulazione delle progettualità che ci ha portato ad essere, di fatto, la prima città in Umbria a sottoscrivere l’Agenda Urbana”.
“Ci tengo a sottolineare – ha aggiunto ancora Francesca Malafoglia – che non solo non sono stati chiusi i servizi ma, con premiato sforzo, ne sono stati avviati di nuovi, grazie alla professionalità del personale degli uffici comunali, compresi quelli diffusi sul territorio, quali gli uffici di cittadinanza, che hanno proposto soluzioni nuove di mutuo-aiuto, gestendo anche le dinamiche relazionali più complesse. Rappresenta una grande risorsa anche il lavoro con il tessuto associativo, il cui contributo è estremamente prezioso e il rapporto con il privato in un’ ottica di gestione mista. Tutto questo ci renderà ancora più capaci e affidabili nell’attuazione e nella spesa dei fondi comunitari. Sono già stati pubblicati gli avvisi previsti nel primo finanziamento di Agenda Urbana a sostegno delle famiglie e delle giovani generazioni, articolati in vari livelli di assistenza, per 600.000 euro in due anni. Ulteriori risorse riguardano l’innovazione sociale e l’animazione urbana. Al centro della strategia c’è la valorizzazione delle competenze individuali tramite politiche di comunità, per questa ragione le scelte sono state e saranno prodotte in un’ottica di collaborazione con tutta la città. E’ partito, infatti, già dal mese di ottobre il percorso di progettazione condivisa con la città per definire l’utilizzo dei fondi strutturali del Fondo Sociale Europeo e delle risorse che intendiamo cogliere – ha concluso il vicesindaco – per una vera innovazione sociale che ripensi metodi e modi di fare impresa nel welfare e che tenga al centro come elemento fondamentale la rigenerazione urbana”.

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