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Terni, il vescovo Soddu incontra le comunità di immigrati: preghiera comune per la pace

Il vescovo Francesco Soddu, questa mattina, ha incontrato i rappresentanti di alcune comunità di immigrati presenti a Terni e membri della consulta per l’integrazione, guidati da Manuel Cocalon dell’associazione Sin Fronteras. Presenti l’imam di Terni El Hachmi Mimoun centro culturale islamico, Eddie Nebo dell’associazione Namastè, Naseer Ahmad del Royal International Pakistan, Pal Maninder Kumar della comunità Indiana, Aferdita Demiri del Royal International Albania, Ryna Aftylyak della comunità Ucraina.

In un dialogo aperto e informale si è parlato di accoglienza, integrazione e in particolar modo di pace nel mondo, in vista di un prossimo incontro interreligioso di preghiera per la pace, che vedrà insieme le varie confessioni cristiane presenti in città: la cattolica, l’evangelica metodista, l’ortodossa romena, la greco cattolica ucraina, insieme a musulmani e altre religioni.

E’ stata proposta anche la costituzione di una consulta delle religioni, che raccolga tutte le espressioni di fede presenti sul territorio per combattere la povertà di spirito e dare maggiore slancio all’opera di accoglienza reciproca, come segno di amore.

L’importanza della preghiera per la pace è stata in particolare modo sottolineata dalla signora Ryna dell’Ucraina, che ha ricordato come anche i soldati attraverso i messaggi che mandano ai loro congiunti chiedano preghiere, perchè la preghiera dà forza e speranza in questo tragico momento, che ci si augura possa concludersi al più presto.

Il vescovo in questi giorni ha esortato le comunità parrocchiali affinché si intensifichino le preghiere e ogni iniziativa volta alla sensibilizzazione delle persone in merito alla costruzione della pace: “quando non è perseguita con tutti i mezzi, provoca conseguenze nefaste che si riversano a svantaggio dell’intera umanità”.

Lavorare per la pace è stato il pensiero condiviso tra i rappresentanti delle varie comunità: ognuno nella preghiera chiede la pace, nella condivisione si costruisce la pace.

“Tutti siamo nella stessa barca nelle tempeste della storia – ha detto il vescovo -. Non stanchiamoci di pregare ed estirpare il male dalla nostra vita, per essere artigiani di pace dai piccoli gesti, soltanto così potremmo essere costruttori di pace”.

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