Cronaca

Terni, detenuti non gradiscono la frutta e si scagliano contro un agente

TERNI – Nuovo episodio di violenza all’interno del carcere di Sabbione da parte di due detenuti in regime di 41 bis nei confronti di un agente di polizia penitenziaria.

“E’ successo che due detenuti sottoposti al regime penitenziario del 41bis, quello più restrittivo – racconta Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sappe – si sono scagliati contro un agente del carcere perché la frutta non era di loro gradimento, con un atteggiamento violento e intimidatorio inaccettabile e gravissimo. Uno dei due detenuti ha scagliato la frutta (delle banane) contro l’Agente mentre l’altro lo ha colpito con il manico di una scopa. Parliamo di detenuti sottoposti al regime del 41 bis, quindi con un elevato spessore criminale. Le criticità dell’Istituto ternano sono tante. L’emergenza è all’ordine del giorno il sistema regge ancora grazie al sacrificio e abnegazione delle donne e uomini in divisa della polizia penitenziaria”.

Il segretario generale del Sappe, Donato Capece esprime solidarietà e parole di apprezzamento per i poliziotti penitenziari di Terni: “È solamente grazie a loro, agli eroi silenziosi del quotidiano con il basco azzurro a cui va il ringraziamento del Sappe per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. La situazione delle carceri si è notevolmente aggravata. Basterebbe avere l’onesta di esaminare i dati sugli eventi critici accaduti in carcere nell’anno 2017. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica e il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della polizia penitenziaria”.

Secondo il Sappe i dati “confermano che le aggressioni, i ferimenti, le colluttazioni – che spessissimo vedono soccombere anche gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre più contusi e feriti da una parte di popolazione detenuta prepotente e destabilizzante – sono sintomo di una situazione allarmante, per risolvere la quale servono provvedimenti di tutela per gli Agenti e di sicurezza per le strutture carcerarie e certo non leggi che allarghino le maglie della sicurezza penitenziaria. Avere carceri meno affollate e più moderne non vuol certo dire aprire le porte delle celle, come pure prevedeva questa scellerata riforma penitenziaria!”.

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