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Provincia di Terni, ritardi nella riorganizzazione: la rsu sul piede di guerra

TERNI – La rsu della Provincia sul piede di guerra per il “ritardo ed immobilismo dell’Amministrazione rispetto al processo di riorganizzazione del “nuovo Ente di Area Vasta” e delle trattative interne sul salario accessorio dei dipendenti”.
“Ad un mese dal 1/1/2017, data fissata per l’entrata in vigore della nuova organizzazione – si legge in una nota della rsu firmata da Matteo Stoico – i dirigenti non hanno ancora comunicato le proprie proposte organizzative e pertanto non è iniziata la trattativa ed il confronto sulla problematica e sul finanziamento dei relativi istituti contrattuali con essa connessi, all’interno del Fondo del salario accessorio”.
“Pur se la norma assegna ai dirigenti le scelte organizzative, queste non possono essere unilaterali – prosegue la rsu – ma devono confrontarsi obbligatoriamente con i lavoratori e le organizzazioni sindacali sia dal punto di vista strettamente organizzativo e di gestione dei servizi da erogare all’utenza, sia in merito alle modalità di ripartizione delle risorse finanziarie che, nei limiti imposti dalla normativa nazionale, sono destinati al finanziamento delle strutture”.
Il rischio, secondo la rappresentanza sindacale unitaria, è di arrivare a proporre le ipotesi di accordo in tempi tali da non consentire alle organizzazioni sindacali e alla rsu di procedere alla corretta informazione dei dipendenti, acquisendone il parere anche al fine di proporre eventuali modifiche, atte magari a migliorare le scelte organizzative prospettate.
La rsu inoltre è preoccupata dal percorso che l’Ente sta effettuando per giungere all’ipotesi di nuova organizzazione. “Sembrerebbe infatti – si legge ancora nella nota – si stia definendo il nuovo modello senza alcun criterio predefinito in ordine alle caratteristiche funzionali ( Entità numerica del personale e/o complessità , e/o budget, e/o carichi di lavoro) che dovrebbero invece caratterizzare le strutture organizzative denominate “Servizi” ed al loro interno quelle denominate Uffici complessi o Uffici semplici”.
La rsu lancia pertanto un ultimatum: “Se entro sette giorni non verranno comunicate alla rsu ed alle organizzazioni sindacali la nuova ipotesi organizzativa delle Aree, la consistenza del Fondo incentivante per gli anni 2016 e 2017 e l’ipotesi della sua ripartizione e non inizieranno le trattative per la definizione della conseguente ipotesi di accordo, la rsu convocherà l’Assemblea Generale del Personale per proclamare lo stato di agitazione del personale insieme al quale verranno individuate le opportune forme di contrasto all’inerzia dell’Ente”.

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