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Pendolari umbri in rivolta contro l’aumento degli abbonamenti. La politica li sostiene

I pendolari umbri tornano sul piede di guerra dopo le novità sugli abbonamenti annunciate da Trenitalia. I possessori della ‘Carta Tuttotreno’, abbonamento che si lega all’abbonamento regionale e che permetteva da anni di salire anche sui treni InterCity e Freccia Bianca (ex EuroStar) oltre a subire un aumento di 100 euro su 350 annuali, non potranno più salire sui treni Freccia Bianca. “L’unico rimasto dei quattro che circolavano in Umbria – scrivono Gabriele Nardini e Mauro Nicoli del Coordinamento Comitati Pendolari Umbri – ora transita a Terni alle ore 9,36 della mattina (direzione Roma), mentre parte da Roma Termini alle ore 17,38 per essere a Terni alle 18,28. Unico treno veloce che soprattutto nella fascia pomeridiana/serale consente a molti pendolari Umbri di rincasare ad un orario umano”.
Questo cambio “genererà – continuano i due pendolari – un grosso afflusso di persone sul treno delle 17,58 , che se prima non fermava ad Orte (ripristinata la fermata dopo le contestazioni ed il blocco della stazione laziale con al seguito pendolari, sindaci e parlamentari), ora oltre agli umbri ed ai laziali dovrà ‘ospitare’ anche i pendolari del Freccia Bianca compromettendo la sicurezza di chi viaggia. Tra l’altro sottolineo che questa modifica della ‘Carta Tuttotreno’ è stata fatta solo per l’Umbria, in tutte le altre regioni italiane non è cambiato nulla”.
La questione si è mossa subito la politica.
Il consigliere comunale di I love Terni, Enrico Melasecche, ha presentato un’interrogazione in cui chiede al sindaco “di intervenire immediatamente nei confronti della Regione che ha rapporti diretti con Trenitalia per eliminare il peggioramento grave che queste decisioni stanno causando alla condizione dei pendolari i quali peraltro contribuiscono con i loro sacrifici a migliorare la situazione economica cittadina ed hanno quindi diritto ad essere salvaguardati al massimo;
a fare in modo che Trenitalia mantenga il servizio ferroviario con la Capitale a livelli di massima funzionalità ed economicità perché, per una città in crisi come Terni, costituisce questo servizio un fattore di maggiore o minore attrattività per l’intero territorio;
a sostenere la battaglia dei pendolari, se necessario anche protestando insieme a loro nelle stazioni, indossando la fascia tricolore onde evitare equivoci del passato, come hanno fatto gli amministratori del Lazio, imponendo nel nostro caso di far fermare ad Orte i treni pagati dalla Regione Umbria; a riferire con urgenza in consiglio comunale i risultati conseguiti su questo fronte in considerazione anche del fatto che sono migliaia i nostri concittadini costretti al pendolarismo”.
Per il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) “l’aumento del 30 per cento delle tariffe della “Carta Tutto Treno Umbria” e l’impossibilità da parte dei pendolari umbri possessori della carta, di usufruire dell’unico treno Freccia Bianca che collega Roma con Terni, è solo la ciliegina sulla torta della vicenda trasporti in Umbria, della quale altri gruppi consiliari regionali si sono recentemente occupati. Una vicenda che denota non solo la scarsa attenzione della giunta Marini nel perseguimento di un piano strategico per i trasporti determinante per il turismo e l’economia regionale, ma anche l’incapacità a prevenire e gestire disagi e disservizi generati dalle scelte unilaterali di Trenitalia. Chi paga le conseguenze di questa inefficienza sono i cittadini i quali, non solo per motivi di lavoro, hanno necessità di muoversi sui mezzi ferrati in entrata in uscita dalla regione. Ne emerge in tutta evidenza l’impossibilità, da parte di questo governo regionale, di avere peso nei tavoli di contrattazione con Trenitalia nonostante i circa cento mila euro di contributo regionale quotidiano versato all’azienda. L’ultimo Rapporto Economico e Sociale dell’Umbria 2016-2017 (Fonte Agenzia Umbria Ricerche), ci mostra in modo chiaro come il pendolarismo extra-regionale in uscita sia una realtà in forte aumento, mentre il saldo dei flussi in entrata risulti negativo. Insomma: chi può evita di mettere piede nel nostro territorio. Una realtà ancor più scoraggiata da una inadeguata gestione dei mezzi pubblici che quando non sono assenti, risultano fortemente fatiscenti. Le questioni legate alla mobilità, e possiamo citare l’occasione di collegamento con Perugia del Frecciargento 9472 Mantova-Roma nemmeno mai presa in considerazione, sono un’ulteriore occasione ad interrogarci in modo sempre più urgente su quale sia l’obiettivo programmatico di questa giunta rispetto allo sviluppo del territorio umbro. In tal senso crediamo che la nostra regione, già penalizzata rispetto alle principali vie di comunicazione, sia ulteriormente danneggiata da una idea confusa sulle possibili opportunità di sviluppo. Se da una parte, infatti, non si riesce a valorizzare con efficaci politiche di rete, i punti di forza dei nostri territori come l’agricoltura, la zootecnia, l’enogastronomia i beni culturali e il turismo, dall’altra stringe dei coni d’ombra su alcuni nodi problematici che negli anni si sono cronicizzati, come appunto i collegamenti aerei, ferroviari e la viabilità stradale”.
Il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Giacomo Leonelli, chiede in un’interrogazione “quali iniziative la Giunta intende mettere in campo per consentire agli umbri di continuare ad usufruire, a costi contenuti, delle attuali linee di treni Eurostar e Intercity e per adeguare il costo del biglietto al chilometraggio attuale”.
Nell’atto Leonelli rileva che “dopo la cancellazione di molte coppie di Eurostar negli ultimi anni, i treni veloci rimasti a collegare l’Umbria con il resto del Paese sono soltanto due coppie di Intercity e una di Eurostar Frecciabianca. In alcune fasce orarie questi sono anche gli unici treni che permettono a tanti viaggiatori di andare e tornare dalla capitale. Molti di essi sono lavoratori che viaggiano in treno a seguito dell’acquisto della Carta Tuttotreno, che consente, ai possessori di un abbonamento regionale, di viaggiare su anche su queste tre coppie di treni”.
Per il capogruppo della Lega Nord, Emanuele Fiorini “Non bastano i disagi e i disservizi con i quali i pendolari umbri sono costretti a convivere quotidianamente, adesso arrivano anche i rincari”.
Per Fiorini “appare ingiustificabile lucrare sulla pelle dei pendolari, mentre i soldi che Trenitalia versa per penalità e decurtazioni alla Regione Umbria vengono inseriti nel bilancio generale e non, invece, nei trasporti, come emerso da una nostra interrogazione. Se quelle risorse fossero investite nei trasporti, come è giusto che sia, eviteremmo l’aumento indiscriminato di abbonamenti e agevolazioni”.
“La Lega Nord – aggiunge – annuncia fin da ora di voler dare seguito alle proteste e di voler attuare azioni immediate presso la Giunta e l’assessorato regionale ai Trasporti. Tale comportamento – conclude – appare incomprensibile e vorremmo capire il perché di aumenti ingiustificati a fronte di un servizio scadente”.

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