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Nuovo presidio Treofan, il vescovo incontra i lavoratori: “Priorità alle persone”

TERNI – Nuovo presidio di protesta oggi per i 139 lavoratori della Treofan che protestano contro i licenziamenti annunciati dalla multinazionale Jindal.

I dipendenti hanno bloccato per circa un quarto d’ora via Narni, di fronte all’ingresso dello stabilimento, per sensibilizzare anche la cittadinanza rispetto allo loro protesta.

Nel corso dell’ultimo incontro, il liquidatore dell’azienda ha confermato il mandato per il licenziamento di tutti i lavoratori, i sindacati attendono la convocazione di un nuovo incontro al Mise, per il quale è stata presentata una richiesta da parte delle segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilca Uil.

Al presidio di questa mattina erano presenti anche il sindaco di Terni, Leonardo Latini, quello di Narni Francesco De Rebotti, i parlamentari Valeria Alessandrini (Lega) e Walter Verini (Pd) e il consigliere regionale della Lega Daniele Carissimi. Latini ha annunciato di aver scritto alla Regione Puglia per chiedere chiarimenti rispetto ai finanziamenti concessi a Jindal per lo stabilimento di Brindisi.

E sempre questa mattina il vescovo Giuseppe Piemontese si è recato presso il polo chimico della Polymer, dove ha incontrato i lavoratori.

In questo momento di grande preoccupazione per i lavoratori della Treofan, della Sangemini e delle altre aziende in crisi – si legge in una nota della Diocesi – la Chiesa di Terni-Narni-Amelia fa proprie le preoccupazioni di tante famiglie e delle Istituzioni civili del territorio, manifestando la propria vicinanza e solidarietà ai lavoratori, cercando di dare il proprio specifico contributo per una soluzione equa e giusta della vertenza.

“Tutta la comunità cristiana della Diocesi – ha detto il vescovo Piemontese – avverte la gravità di questa situazione e paventa conseguenze umane e sociali dolorosissime per famiglie, uomini, donne e bambini di tutta la comunità ternana. Vogliamo esprimere la speranza che si possono ancora trovare soluzioni che abbiano come priorità le persone, che hanno contribuito negli anni allo sviluppo e al prestigio dell’azienda e della chimica in questo territorio. Spero che si possa, quanto prima, aprire un dialogo costruttivo tra le parti interessate che favorisca l’avvicinamento delle posizioni verso l’attenzione alla persona, al bene comune, alla dignità del lavoro e dei lavoratori”.

Come cristiani di questo territorio – continua la nota della Diocesi – desideriamo unirci ai lavoratori, ai cittadini e alle Istituzioni per riaffermare il desiderio di una giusta soluzione della trattativa. Siano di monito e incoraggiamento le parole di Papa Francesco “Al centro di ogni questione, anche di quella lavorativa, va sempre posta la persona e la sua dignità! Col lavoro non si gioca! E chi, per motivi di denaro, di affari, di guadagnare di più, toglie il lavoro, sappia che toglie la dignità alle persone”».

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