Cronaca

Nuova condanna per Pasquale Sibillo, il boss della camorra arrestato a Terni

Una nuova condanna per Pasquale Sibillo. Il baby boss dell’omonimo clan camorristico, membro della cosiddetta “paranza dei bambini” è stato condannato a 10 anni di reclusione per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti dal gup del tribunale di Napoli. La sentenza è stata emessa nell’aula bunker del carcere napoletano di Poggioreale. Con lui sono stati condannati anche il padre, Vincenzo, a 12 anni di carcere, e Alessandro Riccio, ritenuto elemento di spicco dei Sibillo e già condannato all’ergastolo. Per lui una pena di 14 anni e 4 mesi di reclusione.
Il giudice ha accolto le richieste avanzate dai sostituti procuratori della repubblica di Napoli, John Henry Woodcock e Francesco De Falco.
Pasquale Sibillo era stato arrestato a Terni lo scorso 21 novembre nell’ambito di un’operazione congiunta condotta dalla squadra mobile, diretta dal vice questore aggiunto Alfredo Luzi,  e dai colleghi partenopei dopo una latitanza di oltre cinque mesi. Il giovane venne bloccato in auto. Per rendersi irriconoscibile e sfuggire alle forze dell’ordine, si era dimagrito e si era tagliato barba e capelli ma fu identificato grazie un poker d’assi tatuato su un braccio.
Pasquale Sibillo è ritenuto uno dei protagonisti della violenta faida scoppiata tra la fine di giugno e gli inizi di agosto del 2015, nel rione Forcella e nelle zone circostanti, con diversi omicidi commessi per aggiudicarsi il controllo delle attività illecite nel centro di Napoli. Il fratello, Emanuele, che con lui guidava il clan camorristico, venne ucciso in un agguato il 2 luglio del 2015, verosimilmente per dare un segnale proprio a Pasquale.

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