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Norcia, consegnate altre casette e M5S polemizza sulle tasse ai terremotati

NORCIA – Altre 46 consegnate sono state consegnate oggi ad Agriano, Campi e Ancarano nel comune di Norcia. Salgono così a le 583 le Sae (soluzioni abitative d’emergenza) presenti sul territorio di Norcia. Alla cerimonia di consegna delle chiavi erano presenti il sindaco Nicola Alemanno e il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli.

Intanto il Comune di Norcia ha approvato l’elenco degli aventi diritto alle Soluzioni Abitative d’Emergenza, SAE per le aree di Zona Industriale C, Montedoro, Viale XX Settembre 2, Madonna delle Grazie, San Pellegrino 2 e 3, Frascaro, Valcaldara, Nottoria, Savelli, Agriano, Casali di Serravalle, Popoli, Campi, Ancarano, Piediripa,Forsivo e Castelluccio.

Intanto prosegue la polemica sulle tasse per i terremotati. I consiglieri regionali del M5S, Liberati e Carbonari, sostengono che “e lo Stato vuole davvero far chiudere le ultime imprese dell’Appennino, ci sta perfettamente riuscendo: dopo tanto abbandono e disinteresse, ora intende forzare le Partite IVA terremotate a prendere addirittura un mutuo per pagare comunque le tasse. Si tratterebbe però di “mutui gratuiti” e “agevolazioni”, stando alle parole del neo Commissario alla Ricostruzione, Paola De Micheli. Ah sì? Davvero le banche fanno beneficenza?”

“Lo Stato intanto presta alle banche i soldi necessari per il pagamento delle imposte – proseguono i due grillini – soldi versati su singoli “conti correnti vincolati”, aperti dai singoli imprenditori. Una “partita di giro” che, però, implica un ulteriore gravame di debiti per gli imprenditori, da rimborsare alla banca in cinque anni. Tale rimborso sarebbe apparentemente senza interessi (“la sola quota capitale”), ma in realtà nel sito Internet di CDP si legge che “le banche aderenti all’iniziativa possono accedere alla provvista per concedere finanziamenti agevolati … senza oneri di rimborso da parte dei beneficiari, i quali cedono alle banche il credito di imposta loro riconosciuto dalla legge”.

“Le banche – proseguono Liberati e Carbonari – percepiranno così tutti gli interessi (eventualmente anche di mora) e anche le spese, come si legge nel contratto quadro. Quando poi si scrive che sono “prestiti garantiti”, ci si riferisce ovviamente alle banche, le quali, in caso di mancato pagamento, saranno garantite dallo Stato. E l’imprenditore? Questi “resterà soggetto all’azione dello Stato, che procederà all’iscrizione a ruolo di quanto dovuto dal Beneficiario” (Art.13 Contratto quadro): così, alla fine, le banche non si sporcano nemmeno le mani e non avranno oneri di alcun tipo, perché, se l’imprenditore “agevolato” non rimborserà il debito, entreranno in gioco le agenzie pubbliche di riscossione coattiva, con i relativi pignoramenti.
E’ così che si agevola la “ripartenza economica”, come ha cinicamente scritto poche ore fa la Commissaria alla Ricostruzione, a suo dire fraintesa sul tema?”

“Capite chi pagherà queste assurde “agevolazioni”? Questi mutui fintamente “gratuiti”? Saranno ancora una volta i terremotati ad accollarsi tutto – dicono Liberati e Carbinari – mentre le banche otterranno ulteriori entrate alle loro spalle e lo Stato fingerà conti in ordine. Chissà se Catiuscia Marini, tornando da New York, vorrà dire qualcosa in merito?

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