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La Fondazione Carit celebra i suoi 25 anni con Canaletto e i Guardi

TERNI – La Fondazione Carit festeggia i 25 anni di vita. Un quarto di secolo durante il quale la Fondazione Carit ha stanziato oltre 60 milioni di euro in favore del territorio. E se i beni culturali, la sanità pubblica e l’istruzione sono stati i settori che hanno beneficiato della maggiori le risorse maggiori, non meno significativo è stato l’impegno nel sviluppo locale e nel volontariato.

Per celebrare questa importante ricorrenza, la Fondazione Carit ha puntato ancora una volta sull’arte come motore di sviluppo del turismo del territorio.

Oggi pomeriggio a Palazzo Montani Leoni è stata inaugurata la mostra “Incanto di luce e colori, Canaletto e i Guardi”.

Dopo molti anni in cui la Fondazione si è dedicata esclusivamente a esposizioni di opere di artisti locali o a mostre legate a raffigurazioni del paesaggio umbro, di recente ha avviato un nuovo filone e ha ampliato l’offerta artistica con opere di livello internazionale.

E’ il caso dei vedutisti veneziani. In mostra ci sono sei capolavori di Antonio Canal, detto Canaletto, Francesco Guardi e di un seguace di Giacomo Guardi concessi in prestito da Banco Bpm, Bnl Gruppo Bnp Paribas e Fondazione Cariplo. Tra queste opere la preview della veduta di piazza San Marco di Francesco Guardi: un piccolo gioiello, acquistato lo scorso 25 aprile dalla fondazione Carit a Vienna all’asta Dorotheum. Un’opera che, grazie alla Fondazione, torna in Italia: “un dipinto di rara bellezza, che entra a far parte del patrimonio culturale e artistico della città di Terni”.

La mostra si apre con la bella veduta raffigurante la Chiesa della Salute con punta della Dogana che per prudenza è stata attribuita ad un anonimo seguace di Giacomo Guardi. Il dipinto è stato concesso in prestito dalla Fondazione Cariplo, che lo ha acquisito negli anni Novanta dalla Cariplo e che lo custodisce nelle proprie sedi espositive di Milano.

Il percorso espositivo prosegue poi con tre opere di Francesco Guardi concesse in prestito dal Banco Bpm e provenienti dalle sedi di Novara e Verona. Si tratta de:

la Veduta di Punta della Dogana e della chiesa della Salute da riva degli Schiavoni attribuita all’artista veneto e ascrivibile al periodo compreso tra il 1760 e il 1790;
la splendida Burrasca con velieri realizzata da Francesco Guardi tra il 1760 e il 1775 la cui variante più vicina realizzata dall’artista è un Tempesta in mare oggi conservata al Museo di Montreal;
e il Sottoportico con sfondo di cortile e figure del 1780-1790, un piccolissimo olio su rame di una raffinatezza unica, eseguito sul verso di un’incisione recante una bissona, una barca da parata. Il disegno preparatorio per questo dipinto, pubblicato in catalogo, è oggi conservato al Metropolitan Museum di New York.

Nella “piazzetta dell’arte”, un ambiente ricreato nella sala espositiva Paolo Candelori, si possono poi ammirare le due opere più rappresentative di tutta la mostra: il celebre Capriccio con architetture e figure di Canaletto e la Piazza san Marco a Venezia di Francesco Guardi.

Il dipinto di Canaletto è stato concesso in prestito dalla Bnl Gruppo Bnp Paribas, con la quale fin dallo scorso anno è stata avviata una collaborazione culturale in occasione del prestito dell’opera di Corot raffigurante la Cascata delle Marmore.

L’opera è unica nel suo genere, in quanto firmata dal grande maestro: sul timpano della fontana a destra si legge “Ant.° Canaleto fe.”. L’artista, inoltre, è anche rappresentato nell’opera intento a dipingere.

Nella “piazzetta” poi l’ultima acquisizione della Fondazione Carit: la veduta di piazza San Marco a Venezia opera di Francesco Guardi. Il dipinto è stato individuato dalla Fondazione e acquistato lo scorso 25 aprile a Vienna dalla casa d’aste Dorotheum.

La mostra si chiude con un video sul vedutismo e sui suoi massimi rappresentanti. In poco più di tredici minuti lo spettatore potrà immergersi nell’atmosfera vibrante e avvolgente della Venezia del Settecento, contemplare le magnifiche vedute dei grandi pittori del periodo ammirandone la rappresentazione dei riflessi delle architetture nelle acque dei canali, i giochi di luce, le atmosfere calde e rarefatte, il chiarore e i bagliori dell’orizzonte. Il tutto in sovrapposizione con la Venezia di oggi, brulicante di turisti e di modernità, ma visibilmente immutata e ferma all’epoca dei suoi ritrattisti. Una Venezia immobile nell’eternità dell’arte.

La mostra rimarrà aperta al pubblico a palazzo Montani Leoni fino al 30 luglio 2017, nei giorni venerdì, sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.

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