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Inchiesta sugli appalti, diversi filoni di indagine: gli inquirenti spulciano le carte

TERNI – Il verde pubblico, la refezione scolastica, i servizi cimiteriali, i lavori per l’impianto antincendio al Caos, l’assegnazione del chiosco alla Cascata delle Marmore, l’affidamento del contact center dall’Usi a Terni Reti. Sono questi i filoni dell’indagine condotta dalla squadra mobile del dirigente Alfredo Luzi e del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza del tenente colonnello Fabrizio Marchetti, coordinata dalla procura di Terni. Inchiesta che ieri ha portato alla notifica di 16 avvisi di garanzia a carico di due assessori, un dirigente e due funzionari comunali e rappresentanti di alcune cooperative ternane. Pesanti le accuse mosse dalla procura: nel teorema accusatorio si parla tra l’altro di presunti appalti truccati o bandi confezionati ad hoc per favorire alcune cooperative. Ipotesi degli investigatori, che ora dovrà essere verificata in base agli elementi che emergeranno dai documenti sequestrati
Nel caso dell’illuminazione pubblica, secondo gli inquirenti, il Comune avrebbe preferito all’Asm, sua società partecipata al 100 per cento, l’Enerstreet srl, nella cui compagine figurava anche una società riconducibile a Massimo Piacenti (uno degli indagati). Questa procedura nelle scorse settimane fu al centro anche di un’interrogazione del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Marco Cecconi.
Sotto la lente anche il bando di gara quinquennale per la refezione scolastica (2017-2020). Il bando prevede la presenza di un centro di preparazione alimentare a un massimo di 20 chilometri dal territorio interessato e la costruzione di un altro centro, sempre nello stesso ambito, da attivare in caso di mancato funzionamento del primo. Un parametro che – nel breve tempo a disposizione dei concorrenti – secondo gli inquirenti avrebbe favorito la All Foods srl. Come nel caso del bando per il verde pubblico, assegnato a un’associazione temporanea di imprese che prevedeva come criterio un’offerta tecnica al 70 per cento e una economica al 30.
Imponente la mole di documenti sequestrati ieri nel vari uffici (51 le perquisizioni eseguite tra quelle effettuate a Palazzo Spada, negli uffici comunali del “pentagono” di Corso del Popolo e le sedi legali di Terni e Perugia di alcune coop). Si tratta – tra l’altro – di delibere, predisposizioni di bandi di gara, affidamenti. Un lavoro certosino quello che attende ora gli investigatori alle prese con lo studio delle carte rispetto alle ipotesi accusatorie. Un lavoro su cui si profilano tempi non brevi.
Nel pomeriggio di oggi è prevista la conferenza stampa delle cooperative cittadine.

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