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Inchiesta Appalti, Leonelli: “Ricostruire un clima di coesione”, Liberati (M5S): “Il Pd traballa”

“Le polemiche delle opposizioni sulle indagini al Comune di Terni continuano ad avere il sapore stucchevole della strumentalità”. Così, in una nota, il segretario del Pd Umbria Giacomo Leonelli, che spiega: “Da una parte il Movimento Cinque Stelle continua a reiterare il teorema della doppia morale, che richiama il principio costituzionale della presunzione di innocenza solo quando a essere indagato è un Cinquestelle mentre per tutti gli altri accende atteggiamenti giustizialisti e forcaioli. Dall’altra la Lega, che, dopo aver governato il Paese per anni sostenendo un presidente del Consiglio plurindagato e condannato, oggi agita le manette di fronte a notizie di indagini in qualche Comune. Con l’aggravante che allora, per difendere il premier, i partiti di governo non esitarono a delegittimare e insultare la magistratura, sull’operato della quale, invece, continuiamo ad esprimere la nostra piena fiducia. Per altro se si ammette il principio dell’innocenza fino a prova contraria – aggiunge Leonelli – questo deve valere per le persone e per i fatti: come non si possono condannare gli indagati, non si possono dare per certi i fatti contestati. Si dimostrano, inoltre, piuttosto disattenti e distratti i rappresentanti delle opposizioni rispetto alle prese di posizione mie e del Partito Democratico sulla vicenda: all’indomani dell’operazione a palazzo Spada mi sono personalmente recato a Terni per incontrare il sindaco e il segretario cittadino del Pd, lunedì la segreteria regionale ha promosso un confronto ed elaborato una posizione sul tema. Dove, tra l’altro, si è chiesto a Di Girolamo di considerare il miglior modo di agire per garantire trasparenza e operatività. Il sindaco ha valutato di ridistribuire le deleghe tra gli assessori, in modo da sgombrare il campo da potenziali inopportunità nell’esercizio della azione amministrativa, che, tra l’altro, siamo convinti debba andare avanti con decisione soprattutto in considerazione della fase delicata e decisiva per la città. Al di là di queste considerazioni, infine, la vicenda ci dice che a Terni, nel Partito Democratico, va ricostruito un clima di solidarietà e di coesione – conclude Leonelli – per affrontare al meglio le difficili sfide che abbiamo davanti e per essere all’altezza delle responsabilità di cui ci siamo caricati le spalle. E’ per questo che mi prendo l’impegno personale di tornare a Terni dopo il referendum e di promuovere un incontro con il gruppo dirigente perché si possa ricostruire un clima di serenità, di collaborazione e di coesione all’interno del partito locale”.
Il Movimento 5 Stelle, attraversi il consigliere regionale Andrea Liberati, rincara la dose e dice che sulle indagini il Pd “balla e traballa”. “Come se ad Orfini non fossero bastate le pessime figure inanellate in quel di Roma durante il terremoto politico-giudiziario a seguito delle indagini di ‘Mafia capitale’, ci ha pensato ieri sera il Pd umbro a rincarare la dose – dice Liberati per l’epifania del presidente Orfini nella Conca ternana, accolto con un brioso happening ‘Basta un sì’ indetto presso un noto locale della movida locale, il Pd umbro non ha mancato di affiancare al presidente nazionale uno degli assessori coinvolti nell’”Operazione Spada”, indagato per reati presunti contro la Pubblica Amministrazione, vicende che anche da noi riguardano la commistione fra una certa politica e le cooperative. Come non far mancare in un simile evento l’imperdibile intervento di Stefano Bucari, uno dei due assessori ternani nelle peste, giusto per non far perdere al povero Orfini l’ebbrezza dell’imbarazzo di presiedere accanto agli impresentabili del suo Partito? Questa gioiosa accolita si è poi scatenata in danze rituali, dirette da un avvezzo Giacomo Leonelli, segretario PD Umbria, mentre giovani e meno giovani valenti cooperatori, finiti anch’essi tra gli indagati, osservavano compiaciuti lo spettacolo, riuniti allo stesso desco politico. L’afonia Marinian-Leonelliana dinanzi alle indagini – conclude Liberati – è dunque spiegata: esponenti nazionali e locali PD si uniscono in un solo abbraccio alla festosa sagra del garantismo”.

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