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Identificato all’UniPg uno dei processi biochimici con cui il covid uccide le cellule infettate

Un importante risultato nella ricerca dei meccanismi di danno cellulare del virus SARS-CoV2 e, in prospettiva, per lo sviluppo di nuove terapie per la malattia da Covid-19 è stato ottenuto dal Gruppo Operativo di Supporto alla gestione dell’emergenza Covid-19 (GOS) dell’Università degli Studi di Perugia e riguarda l’identificazione di uno dei processi biochimici con cui il virus che causa la malattia Covid-19 uccide le cellule infettate. Lo studio è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista internazionale Redox Biology.  

Nel corso della ricerca sono state anche testate alcune molecole d’interesse farmacologico che vedono in questo processo un bersaglio terapeutico per contrastare l’effetto citopatico e i sintomi del danno causati dal virus a livello respiratorio e, potenzialmente, in altri tessuti.   

Il lavoro, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Rispamio di Perugia, ha visto il coinvolgimento di numerosi ricercatori Unipg afferenti al GOS, creato dall’Osservatorio di Terza Missione nella fase iniziale della pandemia da Covid-19 su mandato del Magnifico Rettore Prof. Maurizio Oliviero, ed affidato alla responsabilità del Delegato alla Terza Missione Prof. Gabriele Cruciani.   

Il Magnifico Rettore, Prof. Maurizio Oliviero ha dichiarato: “questo passo avanti nella lotta al virus ci inorgoglisce e dimostra ancora una volta quanto la multidisciplinarietà sia una risorsa fondamentale nella ricerca scientifica. Ringraziamo tutti i colleghi del GOS che hanno contribuito a conseguire un simile risultato: lo sforzo corale che hanno profuso in questa ricerca è la prova delle enormi potenzialità del nostro Ateneo, che stiamo mettendo a servizio di tutta la comunità”.  

“Da sempre la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia finanzia la ricerca di eccellenza – afferma la presidente Cristina Colaiacovo – e mai come in questo momento di emergenza sanitaria vi è la necessità di trovare soluzioni di diagnosi e cura unendo competenze ed energie. Abbiamo quindi inserito nella nostra programmazione 2020 una misura straordinaria per contribuire alla ricerca sulla prevenzione della diffusione del Covid-19 in particolare nei bambini, puntando sull’eccellenza dei nostri laboratori e dei nostri ricercatori. Siamo particolarmente felici del risultato ottenuto attraverso il progetto presentato dal Laboratorio integrato dell’Università degli Studi di Perugia, un risultato che permette alla nostra ricerca territoriale di competere con quella nazionale e internazionale”.  

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