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Fiom Terni: “Orientare Pnrr per continuare a produrre acciaio a ridosso della città”

“Orientare” le ingenti risorse europee e il Pnrr affinché si “possa continuare a produrre acciaio a ridosso della città”. È quanto chiede la Fiom Cgil di Terni che ha riunito oggi, 18 gennaio 2022, la sua assemblea generale. Nell’ordine del giorno conclusivo, approvato all’unanimità, il sindacato delle tute blu ribadisce che ambiente e lavoro devono essere “i pilastri per far uscire il nostro territorio dalla crisi”.

Per questo motivo, secondo la Fiom, è necessario “aprire un percorso di confronto con soggetti diversi dal sindacato, istituzioni, università, associazioni ambientaliste, associazioni di cittadini e studenti perché finalmente si possa cominciare a orientare le ingenti risorse europee”.

Tre, secondo la Fiom, le direttrici da seguire: pensare a nuovi processi e nuove tecnologie capaci di rendere la siderurgia ancora più verde di quanto non sia già la produzione da forno elettrico (che è per eccellenza una forma di economia circolare); lotta alla precarietà, perché come rilevato da Ires e Cgil di Terni, il poco lavoro che sì è creato sul territorio è precario, spesso somministrato e non più legato ai picchi produttivi, ma alla volontà delle imprese di “abituare” i lavoratori a non rivendicare la stabilità; terzo: regole per il sistema degli appalti, che produce instabilità e livelli salariali sempre più bassi.

“In questo senso – sottolineano le tute blu della Cgil – lo sciopero che abbiamo promosso alla Teseo parla a tutto l’indotto Ast, perché, come abbiamo più volte ribadito, riteniamo inaccettabile che si possa fare lo stesso lavoro dei diretti, sobbarcandosi però i turni notturni e festivi semplicemente perché pagati di meno”.

In questo quadro si inserisce la vendita di Acciai Speciali Terni: “Chiediamo al management di usare, nei giorni che ci separano dall’arrivo della nuova proprietà e dalla discussione del piano industriale, un atteggiamento corretto e responsabile, che sia orientato al rispetto della dignità di chi lavora e delle corrette relazioni industriali che hanno fatto la storia del sito e del nostro territorio”, conclude la Fiom.  

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