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Fattorie Novelli, niente tredicesime. I sindacati incontrano la Regione

Confronto tra sindacati e assessore regionale Fioroni sulla situazione delle vertenze di Fattorie Novelli ed Alimentitaliani, ex Gruppo Novelli.

Ieri, durante un tavolo inerente questioni di Fattorie Novelli, i consulenti delle due curatele hanno annunciato alle organizzazioni sindacali di Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Rsa, che le tredicesime dei dipendenti saranno pagate nel massimo di un 1/12, che non si procederà ad effettuare le rimonte (necessarie per la continuità produttiva dell’impresa) e che i contratti a tempo determinato saranno rinnovati senza una garanzia minima di giornate.

“Le tredicesime – dicono i sindacati – sarebbero potute essere pagate prima dell’entrata in concordato da parte dell’azienda, evento degli ultimissimi giorni. Prendiamo atto dell’ennesimo sfregio ai dipendenti, unici a pagare la forte situazione di dissesto aziendale”.

I sindacati osservano inoltre che “benché l’investimento delle rimonte sia considerevole, è imprescindibile per poter continuare l’attività dell’impresa. Proprio la continuità aziendale è l’obiettivo che consulenti e curatele hanno sempre affermato di portare avanti. Date le ultime decisioni prese, non siamo più sicuri che questa sia la reale intenzione di chi amministra le sorti di questa azienda”.

Il terzo aspetto, quello dei rinnovi contrattuali, è altresì strettamente legato alla continuità aziendale. “Si evidenzia – dicono Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Rsa – che tutti gli avventizi hanno prestato servizio per un numero di giornate altamente superiore a 100. Dunque, questo rinnovo costituisce un’ulteriore mossa scellerata ed incomprensibile. Inoltre, come viene tutelata l’occupazione se non è garantito nemmeno un numero di giornate minimo? Ci si chiede, poi, i tfr dei lavoratori stagionali saranno corrisposti? E gli accessori previsti per legge all’interno della retribuzione? La preoccupazione per questi lavoratori è fortissima”.


Sulla situazione di Alimentitaliani, i sindacati sollecitano nuovamente le curatele a convocare un incontro quanto prima in merito alla cassa integrazione covid19 predisposta per il sito di Spoleto, che ci risulta utilizzata in modi ambigui ed organizzata in modo non equo.

Nonostante siano i numerosi solleciti da parte delle organizzazioni sindacali, non è stato predisposto un piano di riparto per i creditori privilegiati (i lavoratori) che tuttavia continuano con responsabilità a prestare servizio.

L’assessore Fioroni, dopo un attento ascolto di tutti gli interventi, ha dimostrato forte interesse per la vertenza esprimendo la volontà di riportare l’attenzione del MISE sulla questione. Ha, in particolare, sostenuto che sarebbe necessaria l’apertura di un tavolo ed il vaglio di tutti gli strumenti che si potrebbero mettere in campo per salvaguardare un’azienda centrale per il territorio.

I sindacati confidano quindi in un percorso condiviso con le istituzioni.
“Il trattamento di fine rapporto – aggiungono – è stato volutamente non corrisposto, quando era possibile, ed ora, nelle more del concordato preventivo, non può essere pagato.

Questa manovra è assolutamente inaccettabile, ci si aspettava da parte della proprietà un minimo di umanità. Attendiamo entro fine settimana risposte concrete e differenti da quelle ricevute durante l’incontro di ieri, in caso contrario siamo pronti ad intraprendere tutte le azioni di agitazione necessarie”.

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