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Elezioni provinciali: Terni vota il 72,86 per cento, M5S diserta il voto. A Perugia subito lo spoglio

Sindaci e consiglieri comunali umbri oggi chiamati alle urne per rinnovare i consigli provinciali di Perugia a Terni. A Terni, dopo le dimissioni di Leopoldo Di Girolamo, si rinnova anche il presidente. Le urne chiuderanno alle 20, lo spoglio a Terni inizierà domani mattina mentre a Perugia subito. Il no al referendum costituzionale ha “salvato” le province, oggi enti territoriali di secondo livello. Secondo quanto stabilito dalla riforma Delrio compongono gli organi delle nuove Province: il Presidente, che è un sindaco eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della Provincia (resta in carica 4 anni); il Consiglio provinciale, composto da sindaci e consiglieri comunali, eletti da sindaci e consiglieri dei comuni della Provincia (resta in carica 2 anni); l’Assemblea dei Sindaci, organo in cui siedono tutti i Sindaci dei Comuni della Provincia. E’ eletto Presidente della Provincia il Sindaco che consegue il maggior numero dei voti ‘ponderati’, il voto di ciascun elettore è infatti armonizzato in modo che sia proporzionale al numero di cittadini che il consigliere comunale e il sindaco rappresentano all’interno dell’intero corpo elettorale della Provincia, in base alla popolazione residente nel Comune di appartenenza. In caso di parità è eletto il candidato più giovane. Per l’elezione del Consiglio provinciale oltre al meccanismo del voto ponderato è previsto un voto di lista, con la possibilità all’elettore di esprimere un voto di preferenza per uno dei candidati compreso nella lista.
Tornando all’Umbria a Perugia ci sono due liste di candidati: “Provincia Libera” di centrodestra e “Provincia Democratica Riformista” di centrosinistra.
Per la lista “Provincia Libera” sono sei i candidati: Elisa Cacciamani (consigliere del Comune di Nocera Umbra), Virginio Caparvi (consigliere del Comune di Nocera Umbra), Riccardo Meloni (consigliere del Comune di Foligno), Silvia Minelli (consigliere del Comune di Gualdo Tadino), Enea Paladino (consigliere del Comune di Citerna) e Massimo Perari (consigliere del Comune di Perugia).
Dodici sono i candidati alla carica di consigliere per “Provincia Democratica Riformista”: Domenico Barone (consigliere del Comune di Spello), Roberto Bertini (consigliere del Comune di Marsciano), Erika Borghesi (consigliere del Comune di Perugia), Maria Pia Bruscolotti (sindaco del Comune di Massa Martana), Stefano Ciuffini (consigliere del Comune di Bettona), Mario Damiani (consigliere del Comune di Deruta), Gino Emili (sindaco del Comune di Cascia), Roberto Ferricelli (sindaco del Comune di Piegaro), Paolo Fratini (sindaco del Comune di San Giustino), Federico Masciolini (consigliere del Comune di Assisi), Massimiliano Presciutti (sindaco del Comune di Gualdo Tadino) e Jacopo Solfati (consigliere del Comune di Trevi).
A Terni le liste sono tre e due candidati alla presidenza: Giampiero Lattanzi per il centrosinistra (sindaco di Guardea e presidente pro tempore dopo le dimissioni di Di Girolamo) e Laura Pernazza (sindaco di Amelia) per il centrodestra sostenuta da due liste “Provincia civica” e “Progetto Civico”.
Per quanto riguarda le liste, il centrosinistra si presenta con “Democratici, progressisti e riformisti per la nuova area vasta di Terni” / candidati: Renato Bartolini (consigliere Terni), Elisabetta Corbucci (consigliera Stroncone), Giuseppe Germani (sindaco di Orvieto), Leonardo Grimani (sindaco di San Gemini), Federico Novelli (consigliere Narni), Valdimiro Orsini (consigliere Terni), Sandro Piccinini (consigliere Terni), Marco Rosati (consigliere Giove), Sandro Spaccasassi (vice sindaco Calvi dell’Umbria), Isabella Tedeschini (assessora Parrano).
Il centrodestra, come detto con 1) “Provincia Civica” / candidati: Mario Canneori (consigliere Montecchio), Francesco Maria Ferranti (consigliere Terni), Francesca Fiorucci (consigliera Calvi dell’Umbria), Riccardo Nucci (consigliere San Venanzo), Leonardo Pimpinelli (consigliere Amelia).
2) “Progetto Civico” / candidati: Sabina Accorroni (consigliera Montecastrilli), Alessandro Fani (consigliere Otricoli), Stefano Olimpieri (consigliere Orvieto), Gianpaolo Paglialunga (vice sindaco di Castel Giorgio), Nicola Zappitello (consigliere Castel Viscardo).
AFFLUENZA Alle 12 e 15 a Terni l’affluenza alle urne per le elezioni del presidente e del Consiglio provinciale si è attestata al 36,67 per cento. Hanno votato in 150 su 409 aventi diritto. Alle 16 a Terni l’affluenza è salita al 51,34 per cento avendo votato in 210 su 409 aventi diritto. A Perugia alla stessa votato ora hanno 450 su 809 aventi diritto superando il 50 per cento. Il dato definitivo delle 20 per Terni parla di un’affluenza del 72,86 per cento. Hanno votato infatti 298 aventi diritto su 409 complessivi.
Guardea, Avigliano Umbro, Calvi dell’Umbria, Giove e Otricoli sono i comuni in cui hanno votato tutti i consiglieri e i sindaci. Per quanto riguarda i Comuni più grandi, per il Comune di Terni non hanno votato solo i consiglieri Cinquestelle, a Narni è mancato solo un consigliere, a Orvieto due, ad Amelia tre. Baschi e Montegabbione i Comuni che hanno votato di meno. Lo spoglio elettorale inizierà domani mattina, lunedì 9 gennaio, a partire dalle 8.
LE REAZIONI: Intanto il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Enrico Flamini, fa sapere che il Prc non parteciperà al voto. “Siamo di fronte al fallimento della “legge Delrio” scrive Flamini secondo cui: “le province continuano a svolgere funzioni importanti, ma i cittadini non possono più votare. Basti pensare alla situazione del terremoto, della viabilità e delle scuole. Siamo oramai al caos istituzionale – continua Flamini – In tutto questo la Regione dell’Umbria, la Presidente Marini, la sua giunta e la maggioranza che la sostiene hanno delle responsabilità enormi, in primis quelle di non aver mosso un dito con il governo per evitare questo disastro. Questi sono i risultati di chi, come Renzi e il Pd, ha favorito l’antipolitica, questi sono i risultati del monocolore PD in Umbria. Ecco perché non parteciperemo in nessun modo a queste elezioni provinciali farsa di secondo grado”.

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