Politica

Debito sulle mense, Moscatelli: “Mai contestate fatture”. Melasecche: “La responsabilità è della politica”

TERNI – La questione della refezione scolastica, o meglio del debito fuori bilancio da un milione e 700mila euro, torna all’esame della terza commissione consiliare di Palazzo Spada. Questa mattina è stata sentita Maria Rosaria Moscatelli, dirigente apicale al Settore Scuola del Comune per molti anni fino al 31 dicembre 2015.
Secondo quanto riferisce il consigliere comunale di I Love Terni, Enrico Melasecche, “la dirigente ha detto di aver fatto richiesta due/tre volte ogni anno per otto anni di seguito agli assessori al Bilancio ed alla Scuola, oltre che alla dirigente al bilancio di stanziare i fondi indispensabili per fornitura dei pasti ai bambini nelle mense; la stessa avrebbe chiarito che erano tutti al corrente anche dell’esistenza dei debiti fuori bilancio che nel frattempo aumentavano di anno in anno”
“Alla domanda di chiarire se dall’1 gennaio 2016 la stessa dirigente è stata posta nelle condizioni di svolgere il lavoro da dirigente (per cui è retribuita) – racconta ancora Melasecche – la stessa conferma di non avere una struttura minima da dirigere, di non avere direttive né obiettivi da raggiungere né da parte del sindaco né da parte della dirigente apicale cui è gerarchicamente sottoposta. La dirigente non ha mai contestato, a sua memoria, ai due fornitori All Foods e CNS alcuna fattura né ricorda di aver mai dato l’assenso al pagamento di fatture per interessi e penali per i ritardi rilevanti nei pagamenti”.
“Da tutto ciò – sostiene Enrico Melasecche – viene confermato, salvo ulteriori elementi non chiari inerenti la volontà di nascondere tutti, che la città è stata amministrata a dir poco con estrema leggerezza”. Secondo l’esponente di I love Terni “scientemente sono stati falsati i bilanci dal 2008 al 2016 in quanto se quei debiti fossero emersi (da qui l’assoluta opacità nel consegnare documenti e rispondere ai quesiti per mesi e mesi) i risultati di bilancio sarebbe stati ben diversi con disavanzi da ammettere ogni anno rispetto ai pareggi o agli avanzi dichiarati”.
“Rimane il problema di procedere nell’iter previsto dalla legge che porterà da qui a Natale il Comune di Terni ad essere uno degli 84 su oltre 8.000 in Italia costretto al disonore di una procedura di predissesto – dice ancora Melasecche – sottoposto al controllo continuo della Corte dei Conti riservato alle città inaffidabili ma, soprattutto, quello delle conseguenze pesanti per i cittadini che saranno costretti per molti anni (fino al 2045) per colpa di sindaci ed assessori del Pd a vedere aumentate tasse e tariffe, a vedere ridotti i servizi forniti dovendo pagare ogni anno dei prossimi 5 un importo pari a oltre 5 milioni da sottrarre a investimenti e servizi ai cittadini”.

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