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Debiti del Comune, Piacenti e Pd tirano in ballo Ciaurro: anche Melasecche e Forza Italia sugli scudi

TERNI – “Le uscite” dell’assessore al bilancio Piacenti d’Ubaldi e dei due segretari comunale e provinciale del Pd, Monti e Trappolino, secondo cui il buco finanziario del Comune di Terni è colpa anche dell’ex sindaco Ciaurro, ha scatenato la reazione del centrodestra. Dopo Marco Cecconi, di Fratelli d’Italia, intervengono anche il consigliere di I love Terni, Enrico Melasecche e il coordinatore provinciale di Forza Italia, Sergio Bruschini.
Per Melasecche il trio Piacenti-Monti-Trappolino, “a differenza di Cavicchioli che ha ammesso errori e manchevolezze”, tenta “con la teoria che tutti i politici sono uguali, di coinvolgere in modo un po’ vigliacco, periodi della storia di Terni e persone che non ci sono più, nei confronti dei quali dovrebbero mantenere molto rispetto. Non è bastato il ridicolo di Di Girolamo che ha tirato fuori persino i bombardamenti del ’45, pur di giustificare la mediocrità dell’oggi, offendendo la memoria delle persone decedute. Oggi i suoi tre moschettieri tirano in ballo la giunta Ciaurro per i debiti odierni, a loro e solo a loro imputabili, e di cui i ternani, presenti e nascituri dovranno farsi carico da qui al 2045. Oltre che incapaci anche bugiardi”.
Per Melasecche: “ci mancavano solo le telefonate esilaranti fra una ben nota esponente del PD e l’appaltatore che intrattiene rapporti quasi padronali con la giunta, che si vanta dell’affare del secolo: 3.000 euro di regalia contro appalto di 15.000.000. Qualche punto fermo per chiarire loro le idee:
1) solo costoro possono sparare, alla disperata, che la voragine di debiti odierni possa essere la conseguenza delle opere di fine anni ’90, per la semplice ragione che un mutuo dopo venti anni è totalmente o quasi ammortizzato e che la gran parte delle opere fatte dal sottoscritto furono intelligentemente finanziate con fondi europei, statali o privati;
2) fra le molte opere che con grande managerialità realizzammo ricordo il parcheggio dei parcheggi, Rinascita/S. Francesco che a differenza di quello di Largo Manni, da noi ereditato come una grande buca, non fu interessato dalle note vicende giudiziarie e di quello di Corso del Popolo, imputabile a costoro, che costituisce un debito stratosferico di circa 15 milioni di futuri esborsi. Sia Via della Rinascita che la rivoluzione alla Cascata delle Marmore costituiscono due grossi salvadanai che in questi anni hanno prodotto ricchezza indotta e molti posti di lavoro ed oggi permettono a Di Girolamo, con l’aumento delle tariffe che ha deciso il 28 dicembre, di cominciare a pagare la montagna di debiti fatti dalla “politica delle cicale” di questi 18 anni;
3) la demagogia suicida ha mandato in prescrizione decine di milioni di crediti pur di acquisire voti, scavando la fossa al futuro della città; ebbene nel 1997, visto che l’evasione che avevamo ereditato era altissima (la giustizia fiscale e distributiva fa parte solo a parole di questa sinistra molto provinciale) indissi quale assessore al bilancio una gara trasparente con cui recuperammo, con un aggio bassissimo, circa 20 miliardi di lire i cui tre quarti furono incassati da Raffaelli, liquidità fresca….altro che debiti!
4) una delle molte ragioni del dissesto, culturali innanzitutto, deriva dall’aumento della spesa corrente, spesso fondata su appalti senza gara affidati agli amici e finanziata addirittura con mutui mentre le entrate, come quelle relative alla Legge Bucalossi (che doveva servire a finanziare strade, ponti, fognature) venivano bruciate nella manutenzione spicciola e in sprechi per un facile consenso;
5) abbiamo la coscienza a posto perché negli anni abbiamo fatto proposte serie, dalle farmacie all’ASM, dal contrasto all’inquinamento e all’uso pazzo di BOC e finanza derivata, alla difesa dei nostri interessi contro la tassa Tevere Nera voluta dalla Regione matrigna e sostenuta da entrambi i sindaci PD per ragioni di partito. Una opposizione mai pregiudiziale ma fermissima contro gli sprechi e il malgoverno”.
“La giunta Ciaurro – continua Enrico Melasecche – difese di Terni l’immagine e creò nuovi simboli (Pressa e Obelisco) riqualificò il Convento di S. Valentino, il suo contesto e la Fontana di Piazza Tacito, ridotta poi a un colabrodo, comprò la storica Foresteria della Terni, forzò le prospettive di sviluppo (Centro Multimediale, Studios Cinematografici di Papigno, Ponte Maratta Sabbioni, Polo Universitario, nuovi insediamenti industriali come la Zeuna Starker, ecc, ecc), avviò il Museo delle Armi e la Metropolitana di superficie …rimasti ingessati. Soprattutto ridette a Terni, negli anni durissimi della tangentopoli rossa, l’orgoglio di una comunità mai usando trappole per ingannare i cittadini come oggi pateticamente tentano di fare certi politici piccoli, piccoli”.
Per Sergio Bruschini, coordinatore provinciale di Forza Italia, “La guerra contro o utilizzando il passato è la più praticata ma anche la più stupida di tutte le guerre. È una forma di ipocrita di lotta , che si propone di frantumare la storia, semplificarla, smontarne la verità la complessità così da rendere gli accadimenti dei tempi remoti adattabili alle categorie e alle esigenze del presente. Un’operazione concepita per offrire retroterra, dignità alle contese dell’oggi. E per questo destinata a provocare danni incalcolabili”.
“Ecco consiglio al segretario Trappolino e all’assessore Piacenti – continua Bruschini – di evitare di infangare periodi giudicati non da persone di destra ma unanimemente da molti settori della società ternana come momenti di trasformazione positiva, evoluzione e coinvolgimento innovativa di una realtà per troppi anni ingessata.
“Ora non entrò negli aspetti amministrativi di quegli anni peraltro ben spiegati dalle repliche di chi li ha vissuti – prosegue il coordinatore provinciale di Forza Italia – ma le difficoltà dell oggi sono frutto non solo di una gestione amministrativa ma dal metodo con il quale si è cercato di arginare dare risposte ai problemi ,scomposto,con malcelata irritazione,senza autorevolezza e soprattutto senza prendere atto di una crisi di un metodo di un sistema di una città . E si badi non ci riferiamo alla inchiesta ,ma a come nelle difficoltà una classe dirigente sa reagire. Scaricare sul passato è da ipocriti eppoi per favore almeno evitate di parlare di chi Fece bene il suo lavoro il professor Ciaurro un grande non di destra ma della città come molti altri c’è ne sono stati anche di sinistra”.

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