Parla anche umbro la mostra “Il codice Vulci” in corso di svolgimento all’interno del parco archeologico di Vulci e nell’ex convento di San Francesco a Canino.
Tra i dieci artisti ceramisti c’è anche il tuderte Giorgio Crisafi. Con lui Luigi Belli, Antonio Grieco, Mirna Manni, Riccardo Monachesi, Jasmine Pignatelli, Paolo Porelli, Alfonso Talotta, Paolo Torella e Mara Van Wess, che hanno portato le loro opere contemporanee all’interno di due luoghi dal fascino ineguagliabile: nella domus del criptoportico, spazio sotterraneo di una dimora aristocratica romana, all’interno del parco archeologico di Vulci e, come detto, a Canino.
Gli artisti si sono confrontati con il tema del simbolo, la forza poetica e generatrice dei simboli stessi. Quadrato, triangolo, ovale, cerchio e croce sono simboli presenti nella civiltà etrusca e cristiana che gli artisti hanno scelto per rileggere e reinterpretare i valori, e speranze gli slanci vitali e le aspirazioni alla trascendenza degli uomini dell’antichità e di tutti i tempi.
La mostra inaugurata i primi di luglio sarà visitabile fino al 10 settembre.


