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Cassa integrazione covid chiesta e ottenuta per svuotare i magazzini: indagati 3 vertici Treofan

TERNI –  Truffa aggravata ai danni dello Stato per indebito ricorso alla cassa integrazione da Covid nel periodo tra il 10 agosto e il 10 ottobre scorsi: è l’accusa contestata dalla guardia di finanza di Terni tre dirigenti pro-tempore della Treofan Italy srl, la società specializzata nella produzione di film in polipropilene, con stabilimento nel polo chimico ternano, nel frattempo messa in liquidazione dalla proprietà Jindal. 

Secondo gli inquirenti sarebbe stata chiesta e ottenuta solo per svuotare i magazzini.

Su delega del gip, Silvia Tordelli, è stata data esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo per un valore di oltre 15mila euro.

Parallelamente all’evolversi delle vicende della contrattazione sindacale in essere tra il gruppo indiano Jindal, proprietario della Treofan Italy Srl, e i lavoratori dello storico polo ternano, i finanzieri del comando provinciale, sotto il coordinamento del procuratore capo della procura, Alberto Liguori, hanno condotto mirati accertamenti che hanno svelato criticità sulla gestione della crisi aziendale.

Al termine di settimane di indagini condotte dal nucleo di Polizia Economico Finanziaria è stato accertato che la Treofan Italy Srl, attraverso il proprio management, avrebbe artificiosamente creato le condizioni atte a richiedere ed ottenere indebitamente il contributo della cassa integrazione Cig con la causale “emergenza da Covid 19” previsto a sostegno delle imprese colpite dagli effetti dell’epidemia.

Gli approfondimenti hanno consentito di verificare come la compagine societaria abbia fatto ricorso al contributo, per il periodo intercorrente tra il 10 agosto ed il 10 ottobre 2020, attraverso una falsa rappresentazione della realtà aziendale la cui lamentata condizione di crisi economica sarebbe da ricondurre alla espressa volontà del Gruppo indiano di chiudere lo stabilimento ternano già a far data dalla sua acquisizione, avvenuta nel 2018.

Pertanto, la flessione della produzione – sottolineano le Fiamme gialle – non sarebbe da attribuire agli effetti distorsivi del Covid 19 bensì ad una preordinata politica aziendale che nel tempo, progressivamente, ha visto dirottare gli ordinativi dalle linee di produzione ternane in favore di quelle delle sedi tedesche della società Treofan Germany GmbH (controllante della Treofan Italy Srl) ovvero della sede brindisina della Jindal Film Europe Brindisi Srl, imprese facenti parte del medesimo Gruppo Jindal.

L’accesso alla cassa integrazione, fruita per poco più di 2.000 ore a fronte delle oltre 50.000 richieste e concesse dall’Inps a sostegno della ripresa della produttività, sarebbe stato strategico al solo fine di creare le condizioni favorevoli allo svuotamento del magazzino della sede ternana dei prodotti finiti e delle materie prime, per un valore di circa 11 milioni di euro, aggirando, in tal modo, il blocco delle portinerie innescato dallo sciopero indetto dai sindacati nei primi giorni del mese di agosto 2020.

Pertanto la dirigenza aziendale pro-tempore ( il Ceo, il direttore finanziario della Treofan Germany e il rappresentante legale nel periodo luglio-ottobre 2020) è stata denunciata per truffa aggravata in danno dello Stato, avendo indebitamente richiesto ed ottenuto la somma di euro 15.453,05 a titolo di cassa integrazione Cig con la causale “emergenza da Covid 19”. Estraneo alla vicenda l’attuale il liquidatore della Treofan.

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