Cronaca

Camorra: a Orvieto i carabinieri arrestano Enzo Ruotolo

ORVIETO – Enzo Ruotolo, ritenuto uno dei boss del potere camorristico nell’agro maddalonese, è arrestato nella notte a Orvieto nell’ambito di blitz della Direzione distrettuale Antimafia di Napoli. A finire in carcere con lui altre quattro persone, considerate dagli investigatori “il potere camorristico sul territorio dell’agro maddalonese/San Feliciano”. Gli altri arrestati sono Vincenzo Carfora, Vincenzo Iannucci Barbato, Michele Lettieri e Giovannina Sgambato. Tutti sono accusati di associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsione aggravata.

Pare che Ruotolo, che è stato arrestato nella notte dai carabinieri coordinati dal tenente Giuseppe Viviano, si trovasse a Orvieto dove lavorava come operaio per una ditta di manutenzioni non umbra, che ha un intervento nella zona.

L’inchiesta dei carabinieri muove le mosse nel 2015. L’arma è riuscita a individuare un’organizzazione camorristica attiva sul territorio Casertano, nei comuni di San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico in particolare, e in alcuni comuni della Valle Caudina, quale Forchia (BN), Arpaia (BN) e Paolisi (BN), considerata una costola dello storico “clan Massaro”.

I militari hanno ricostruito diverse attività estorsive in danno di imprenditori e operatori commerciali, poste in essere dagli indagati avvalendosi della forza intimidatrice e della condizione di assoggettamento e omertà derivante dalla partecipazione, per l’appunto, alla compagine camorristica, promossa e diretta da Michele Lettieri e Giovannina Sgambato.

In concreto, i due, grazie all’organica e stabile partecipazione al sodalizio degli altri indagati, avrebbero rivitalizzato l’egemonia e il controllo camorristico nella Valle di Suessola, oltre ad aver a tal fine intrattenuto legami con il clan “Pagnozzi” attivo nella confinante Valle Caudina, perfettamente in linea a quanto succedeva in passato sotto la reggenza Massaro, con particolare riferimento alla definizione dei rispettivi ambiti territoriali di competenza.

Le prove raccolte tra intercettazioni, appostamenti e sequestro sono state avvalorate dai riscontri emersi sia dall’analisi delle testimonianze e dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, che dalle informazioni sommarie rese da imprenditori e commercianti vittime di estorsione

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