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Ast, l’ad Burelli alla messa di Natale: “I volumi produttivi tornati ai livelli pre-covid”

TERNI – “Oggi la situazione dell’Ast è in miglioramento sia dal punto di vista sanitario sia operativo, perché abbiamo volumi produttivi che sono tornati a livelli pre-pandemia. Il primo trimestre del nostro nuovo anno fiscale ha visto volumi assolutamente importanti che stimiamo di continuare a fare anche per gennaio, febbraio e marzo”: lo ha detto l’amministratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli, parlando a margine della tradizionale messa natalizia per i dipendenti, organizzata quest’anno presso la cattedrale di Terni.

Ad officiare la funzione il vescovo monsignor Giuseppe Piemontese che nell’omelia ha ricordato come “nel nostro territorio sono tante le attività e le imprese in crisi; sono vive, aperte e dolorose le ferite di vertenze sindacali il cui esito sembra avere un epilogo sconfortante. Pensiamo alla situazione della Treofan, alla Sangemini per citare le più emergenti. A tutto il mondo del lavoro intendiamo manifestare la nostra solidarietà e per loro invochiamo la misericordia del Signore ed esprimiamo l’auspicio di soluzioni soddisfacenti.

Il Papa San Giovanni Paolo II nella storica visita alle Acciaierie e a Terni, della quale il prossimo 19 marzo ricorrono i 40 anni – ha aggiunto il vescovo Piemontese – ebbe a dire nel discorso rivolto ai lavoratori:

Il cristianesimo e la Chiesa non hanno paura del mondo del lavoro. Non hanno paura del sistema basato sul lavoro. Il Papa non ha paura degli uomini del lavoro. Essi gli sono sempre stati particolarmente vicini…. Ma bisogna dire di più: e cioè che la Chiesa non può essere estranea o lontana da questi difficili problemi; non può staccarsi dal “mondo del lavoro”, perché proprio “il Vangelo del lavoro” è iscritto organicamente nell’insieme della sua missione. E la Chiesa non può non proclamare il Vangelo”.

E oggi siamo qui per affidarci al Signore e trovare nel mistero del Natale ragioni di conforto, di speranza e di forza per navigare, insieme, sulla stessa barca, verso un porto di salute, benessere e riscatto”.

Dal canto suo Burelli ha ricordato che “alla crisi causata dall’emergenza sanitaria e dalla conseguente flessione della produzione, abbiamo risposto con un Modello Organizzativo di Business Continuity, ben definito nell’organizzazione, nei processi di escalation e negli strumenti di valutazione dei rischi. Questi fattori ci hanno consentito una capacità di risposta tempestiva e talvolta preventiva rispetto alle disposizioni impartite dalle Istituzioni nell’evoluzione della crisi. Per questo AST ha ottenuto, prima società in Italia, una specifica certificazione da parte di DNV GL – Business Assurance, uno dei principali enti di certificazione e verifica a livello mondiale, per quanto messo in campo in questi mesi in termini di contrasto al Coronavirus”.

La vendita – Un passaggio del discorso dell’Ad è stato riservato alla questione della vendita. “Dopo la decisione di Thyssenkrupp di verificare nuove prospettive per la divisione Material Services di cui AST era parte – ha detto Brurelli – dal 18 maggio stiamo cercando una nuova proprietà o un azionista di maggioranza.

Sarà il fondo Jp Morgan a ricoprire il ruolo di advisor per la vendita di AST e dunque a vagliare le manifestazioni d’interesse che saranno valutate con la massima attenzione, avendo come unico obiettivo quello di garantire lo sviluppo e la crescita della nostra Azienda.

Essere in vendita d’altra parte non significa non investire, anzi. Nel frattempo non abbiamo fermato, ma accelerato le misure di efficientamento dei costi e gli investimenti, continuando il nostro percorso verso una produzione improntata alla massima efficienza, alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare.

Progetto scorie – L’amministratore delegato ha sottolineato in particolare che “procede in linea con i tempi il progetto di recupero e trasformazione delle scorie di lavorazione affidato alla società finlandese Tapojarvi Oy, che rende AST esempio virtuoso all’interno del modello della green economy”.

La sfida – “Parte da una collaborazione tra Comune di Terni, AST e Busitalia inoltre un’importante sperimentazione energetica sull’idrogeno: – ha proseguito l’amministratore delegato di Ast – la fabbrica metterà a disposizione in forma gratuita quantitativi di idrogeno, frutto di un’attività di efficientamento dei nostri processi produttivi, per alimentare nuovi autobus ad idrogeno che rinnoveranno i mezzi di trasporto della città. Il nostro stabilimento è uno dei pochi siti industriali nazionali, in cui l’idrogeno è prodotto in grandi volumi e questo progetto potrebbe essere il primo step per rendere Terni hub italiano dell’idrogeno, punto di riferimento per il Centro Italia. Non forniremo infatti solamente l’idrogeno, ma metteremo a disposizione un’area di nostra proprietà per offrire gli spazi necessari alla realizzazione dell’impianto di stoccaggio e distribuzione dell’idrogeno destinato ad alimentare i nuovi mezzi”.

I trasporti – “Sempre nella direzione di riduzione dei costi dei trasporti e delle emissioni inquinanti nell’ambiente – ha proseguito Burelli – abbiamo incrementato la quota di spedizione via treno dal 30% di inizio 2020 al 50% di oggi, contro una media nazionale che si ferma al 5% nazionale. In pratica ad oggi il 50% dei prodotti di Ast viaggia sui treni, invece che su gomma: un risultato importante, se si considera che l’obiettivo dell’Italia è di arrivare al 30% nel 2030, mentre Ast ha già raggiunto la percentuale del 50%, con la volontà di farla crescere ancora. Sempre su rotaia abbiamo realizzato alcuni viaggi record di cilindri per laminatoi partiti da Ast e diretti verso varie destinazione del mondo. Si tratta di pezzi che arrivano fino a 230 tonnellate, ad oggi i più pesanti mai prodotti e mai trasportati su rete ferroviaria”.

La sicurezza – Burelli ha ricordato che “continua il programma pluriennale, specificatamente dedicato al cambiamento culturale su salute e sicurezza, denominato “Leadership in Health & Safety”: la pandemia non ha fermato la divulgazione e la formazione che si è svolta anche in modalità “da remoto”, ad esempio tramite i Safety Cafè, incontri virtuali con esperti di salute e sicurezza realizzati durante il periodo di lockdown. Del cambiamento culturale della sicurezza in fabbrica si sono toccati con mano importanti risultati, primo fra tutti il raggiungimento del traguardo “zero infortuni” nei reparti Acciaieria, area Servizi, Supply Chain e manutenzione dell’area a freddo. In tutta l’azienda inoltre si è assistito ad un costante calo dell’indice di infortuni: nell’ultimo anno fiscale in AST in si sono registrati 12 infortuni, a fronte dei 18 dello scorso anno.

Anche il progetto “AST Lean School”, promosso dal team del “Continous Improvement”, che prevede l’organizzazione di attività formative su tematiche di miglioramento continuo, non si è arrestato: nell’anno fiscale 2019/2020 sono stati certificate dalla AST Lean School 310 Yellow Belt, 85 Green Belt e 11 Black Belt, mentre si sono svolte in maniera digitale ben 67 attività di miglioramento continuo”.

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